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Grosseto

Tari sui rifiuti speciali: sì o no?

Tari sui rifiuti speciali: sì o no?

Dopo la nota del ministero parte un confronto sulla giusta applicazione

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GROSSETO. Il Comune di Grosseto ha avviato un percorso di confronto sull’applicazione della Tari (la tassa sui rifiuti che nel 2014 ha sostituito la vecchia Tares) per i locali in cui si producono rifiuti speciali. A renderlo noto è il vicesindaco e assessore con delega ai tributi, Paolo Borghi, che parla di un percorso di verifica da proseguire con le associazioni di categoria per alleggerire il carico fiscale sulle aziende.

«Vista la complessità dell’argomento – spiega Borghi – abbiamo avuto un primo incontro con i Comuni di Siena e Arezzo per esaminare insieme la questione in modo da proporre regole chiare e condivise». Il confronto muove dal parere con cui il ministero dell’Economia e delle finanze, nel rispondere a un preciso quesito, ha chiarito quali sono le superficie sottoposte al pagamento del tributo. In particolare possono essere considerate non tassabili le aree sulle quali si svolgono lavorazioni industriali o artigianali che, in genere, producono in via prevalente rifiuti speciali. In questi casi la presenza di persone è, infatti, tale da considerare la quantità dei rifiuti urbani non apprezzabile ai fini dell’applicazione della Tari. Di conseguenza, secondo il ministero, non può essere ritenuta corretta l’applicazione della tassa sui rifiuti alle superfici destinate alle attività produttive con la sola esclusione della parte occupata dai macchinari. Tutto questo, però, a condizione che i produttori di rifiuti speciali dimostrino l’avvenuto trattamento secondo la normativa in vigore.

«L’attuazione della norma non è così semplice come potrebbe sembrare – precisa il vicesindaco Borghi – perché, tra le altre cose, impone ai Comuni di verificare la reale destinazione delle superfici occupate dalle aziende. Sono molte le variabili da considerare e il fatto che l’azienda effettui lavorazioni industriali o artigianali, producendo rifiuti speciali, non comporta automaticamente la detassazione di tutte le superfici occupate. Sempre la legge prevede inoltre la verifica da parte dell’ente dell’avvenuto trattamento del rifiuto speciale. Per questo è importante esaminare tutti gli aspetti per arrivare a regole comuni. Sarà fondamentale individuare le superfici da detassare e determinare criteri per la loro codifica in norme». Da qui la decisione del Comune di portare avanti questo percorso di confronto con Siena e Arezzo da proporre poi anche agli altri Comuni dell’Ato Toscana sud e in cui coinvolgere anche le associazioni di categoria.

Sara Landi

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