Finanza
Fotovoltaico, la Ns fa appello
La società aveva in progetto un impianto, ma l’iter fu stoppato
ROCCASTRADA. Doveva diventare il più grande campo fotovoltaico della Toscana: cento ettari di specchi fissati su terreni per la maggior parte strappati all’incolto, in grado di sprigionare 45 megawatt di potenza. Insomma un’autentica centrale.
Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) quell’impianto – in località Collelungo, all’Aratrice, nel comune di Roccastrada – non è mai stato realizzato, innescando un clamoroso braccio di ferro giudiziario tra la società Ns e gli amministratori pubblici di Regione Toscana, Provincia di Grosseto e Comune di Roccastrada.
Ora l’ultima appendice davanti al Consiglio di Stato. Nei giorni scorsi, infatti, la Ns ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato chiedendo la riforma della sentenza del Tar Toscana numero 952 del febbraio 2014, quando un precedente ricorso della Ns – relativo alla verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale del progetto – era stato respinto. Una vicenda complessa, che negli anni ha innescato conflitti, denunce, perfino una crisi politica al Comune di Roccastrada.
La società Ns continua ancora oggi a sostenere che fu un eccesso di burocrazia a stoppare l’impianto fotovoltaico nell’area di Collelungo, valli e colline che fanno da confine naturale tra il territorio di Roccastrada e quello di Civitella-Paganico. L’ambizioso Piano prevedeva la partnership della multinazionale cinese Gigasolar. In pratica, dopo anni di lungaggini la Regione Toscana, sulla base di un parere della Sovrintendenza e uno della Provincia, aveva ritenuto di assoggettare l’impianto alla Valutazione di impatto ambientale (la cosiddetta Via), con conseguente ulteriore allungamento dei tempi, che sommati ai ritardi accumulati dalle altre amministrazioni, aveva reso impossibile la realizzazione dell’impianto. La Ns aveva perso così il treno del Conto Energia a terra. Sfumati milioni di euro di finanziamenti.
Nel novembre 2013 era stata annunciata dalla Ns l’ennesima impugnazione degli atti davanti al Tar e, di pari passo, una maxicausa di risarcimento a dirigenti e amministratori locali e regionali in cui si chiedevano dieci milioni di euro, cioè la somma dei danni patiti per il naufragio di un progetto che avrebbe dovuto essere chiuso entro il 2012. I giudici del Tar, però, sentenziarono di non annullare gli atti e di conseguenza rigettarono anche l’istanza risarcitoria.
Adesso l’ultimo tentativo di fronte al Consiglio di Stato. La Provincia, insieme agli altri enti coinvolti, si costituirà di nuovo in giudizio. L’incarico di rappresentare e difendere gli interessi dell’ente è stato affidato agli avvocati Stefania Sorrenti e Chiara Canuti.
Gabriele Baldanzi
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