Altri supermercati in città, ma le associazioni dicono no
Presentata in Comune anche la richiesta per uno store di 1.500 metri quadri in zona Pizzetti Ascom e Confesercenti contrarie, Azzalin (Conad): «Chi pianifica si assuma la responsabilità»
GROSSETO. Le associazioni di categoria fibrillano, l’assessore al commercio è dubbioso. I colossi del settore si muovono, tra smentite e qualche preoccupazione: è caos attorno all’ipotesi che in città possano spuntare nuovi supermercati di media dimensione.
Tra le centoventi osservazioni presentate all’ultima parte del regolamento urbanistico ve ne sono molte (da Confcommercio parlano di nove documenti) dedicate alla nascita di aree commerciali. Medie strutture, realtà che potranno arrivare a 1.500 metri quadri.
Ora, mentre cresce l’attesa per le decisioni che prenderà il consiglio comunale venerdì, l’assessore all’urbanistica, Giancarlo Tei, tiene la bocca cucita. Ma le controdeduzioni elaborate dagli uffici hanno iniziato a circolare. Tra queste, spicca quella presentata da un noto costruttore edile grossetano. Il testo, già accolto a livello tecnico, prevede l’allargamento di una porzione commerciale già prevista in zona Pizzetti. Lì, salvo parere contrario del consiglio, sarà possibile edificare un supermercato di 1.500 metri quadrati e altrettanti per la logistica.
Non un gioco da nulla, specie se considerato che già da questo Natale potrebbe aprire i battenti il superstore dell’Unicoop Tirreno al Commendone. Ecco perché, davanti alle legittime richieste di chi crede bene di far valere i propri diritti e i propri affari, c’è chi sbotta.
È il caso delle associazioni di categoria. Il giudizio di Ascom e Confesercenti è netto: il mercato grossetano non può permettersi altre realtà commerciali di quelle dimensioni. «A Grosseto la grande distribuzione – spiega il direttore Confesercenti Gloria Faragli – ha una presenza in rapporto alla densità demografica ben al di sopra delle altre province della Toscana e d’Italia. Basta quest’elemento per dire che non c’è bisogno di altri insediamenti di quelle proporzioni. E spero che la politica si muova in questo senso». Secondo la Faragli occorre solo una cosa: equilibrio. Il giusto mix tra le diverse forme di commercio. «Dovessero sorgere altre grandi attività saremmo molto preoccupati per quelle di vicinato».
Sullo stesso piano anche Ascom. Tanto che il direttore provinciale Paolo Coli assicura d’aver già inoltrato una richiesta pesante. «Vogliamo una moratoria per bloccare l’allargamento delle zone dedicate al commercio di queste dimensioni. Grosseto non può sopportare altre nove strutture di quella metratura».
Perplesso l’assessore al commercio, Emanuel Cerciello. «La mia posizione personale è che di medie e grandi aree commerciali, in città, ce ne sono anche troppe. In ogni caso, rispetterò quanto sarà deciso dal consiglio comunale».
E i big in campo? No comment da parte di Unicoop Tirreno. Il colosso di Riotorto, per il momento, è assorto nell’impresa al Commendone. Diverso l’approccio di Conad. «Siamo da sempre favorevoli alle liberalizzazioni – spiega il direttore sviluppo, Stefano Azzalin – purché, ovvio, non siano speculazioni o semplici operazioni immobiliari. Mi domando, piuttosto, se vi siano nove operatori pronti a investire. Una cosa è certa: dobbiamo accettare che se arrivano nuovi centri ci sarà un turnover: dipendenti assunti, altri licenziati. Chi fa la pianificazione si assume le responsabilità degli effetti prodotti». E riguardo all’area Pizzetti: «Se da quelle parti la previsione urbanistica era più piccola ci sarà stato un senso. Ora, se viene allargata, ce ne sarà comunque uno, immagino». Lì Conad potrebbe investire? Azzalin fissa dei paletti: parlarne ora è prematuro. Ma una cosa è sicura: «Siamo sempre pronti a cogliere le occasioni».
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