Sicurezza
La Mabro si potrà comprare con un euro
Nessuna cifra nel bando che sarà pubblicato tra pochi giorni: requisito fondamentale il mantenimento dei posti di lavoro
GROSSETO. Tutti i dettagli del bando per la cessione della Mabro, la fabbrica delle vestaglie azzurre, saranno svelati nei prossimi giorni quando verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale prima e sui maggiori quotidiani poi. Ma qualche punto fermo tra quelli che sono contenuti nel bando hanno già cominciato a circolare tra i sindacati e i lavoratori che proprio domani avevano chiesto e ottenuto un incontro al ministero dello Sviluppo Economico.
Siamo alla svolta, quindi, in una vicenda che va avanti da anni e che ora finalmente potrà trovare una conclusione degna di questo nome: la società sarà venduta al miglior offerente, e potrebbe anche essere acquistata per un euro. Nel senso che l’offerta per l’acquisizione della Mabro verrà fatta direttamente da chi avrà intenzione di riaprire la fabbrica delle vestaglie azzurre, senza alcun vincolo da parte del commissario. In sostanza, nel bando non verrà scritta alcuna cifra, ma l’offerta sarà appunto libera. Tra le altre condizioni che sono state inserite nella gara per l’acquisizione della Mabro c’è ovviamente quella del mantenimento dell’occupazione per tutti i dipendenti di Abbigliamento Grosseto. È questo il requisito fondamentale, sancito proprio dalla Prodi bis, alla quale la società è stata ammessa su richiesta dei dipendenti e dei sindacati.
Chi acquisterà Abbigliamento Grosseto, quindi, dovrà garantire lavoro a tutte le maestranze che lavoravano in Mabro.
La terza condizione che è stata messa nero su bianco nel bando che uscirà probabilmente tra oggi e domani riguarda il capannone che dovrà ospitare la fabbrica. Royal Tuscany Fashion Group infatti, procederà con un bando per la vendita dello stabilimento di via Senese separatamente rispetto a quello che è stato presentato al ministero dal commissario liquidatore Paolo Coscione. Ma il Comune avrebbe già individuato un’area Pip nella quale potrà essere costruito un nuovo capannone per le vestaglie azzurre. Certo, chi deciderà di prendere la Mabro e rilanciare la produzione dovrà farlo investendo qualche milione di euro tra l’acquisto della società, la realizzazione del fondo e un rinnovamento dei macchinari. Ma il commissario della Prodi bis, Paolo Coscione, su questo è sempre stato chiaro: le manifestazioni di interesse ci sono da mesi e i nomi delle società che si sarebbero fatte avanti fanno ben sperare per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori che da un anno e mezzo sono in cassa integrazione.
Società importanti del mondo della moda, quelle che hanno chiesto notizie al commissario sulla Mabro. I nomi sono sempre rimasti riservatissimi. In questa fase ancora di più.
Una volta pubblicato il bando infatti, chi è interessato a rilevare la società giocherà la propria partita. Ci sono sessanta giorni di tempo per far arrivare al notaio le buste con le offerte per la Mabro, dopodiché si procederà alla visione delle offerte e verrà scelta quella più vantaggiosa. Il vincolo da rispettare, quello che è alla base di tutta l’operazione sulla quale si è concentrato il commissario, è il mantenimento del livello occupazionale.
Mancano quindi solo un paio di mesi, poi i lavoratori della Mabro probabilmente torneranno al proprio posto e con quelle macchine da taglio e da cucito, nei negozi torneranno i capi d’abbigliamento che hanno reso il marchio famoso nel mondo.
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