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Grosseto

CINEMA

Valeria Golino incanta i suoi critici a Grosseto

Valeria Golino arriva al Museo di Storia naturale con Mario Sesti (foto Bf)
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Valeria Golino arriva al Museo di Storia naturale con Mario Sesti (foto Bf)

Affollato ed emozionante incontro con l'attrice e regista, che racconta il film "Miele"

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GROSSETO. Un pomeriggio che resisterà a lungo nella memoria di chi c’era, quello di martedì 17 febbraio al Museo di Storia naturale.

Il faccia a faccia tra Valeria Golino e gli “allievi” grossetani del corso di critica cinematografica _ promosso da Fondazione Grosseto Cultura e da Clorofilla Film Festival, e condotto per il terzo anno consecutivo da Mario Sesti _ si è infatti rivelato non un banale evento mondano, ma una straordinaria occasione per entrare in un bellissimo film, nella sua genesi, nella sua costruzione, nei suoi segreti più profondi. Insomma, davvero un incontro speciale.

Speciale è senz’altro Valeria Golino, attrice di fama mondiale che ha accolto con generosità e passione l’originale proposta di Sesti: venire con lui a Grosseto per ascoltare dagli aspiranti critici opinioni e pensieri su “Miele”, il film della regista Golino che, nel 2013, ha letteralmente incantato Cannes.

Un film che la Golino sente come parte di sé e come tale ne parla, emozionando la platea con la sua stessa emozione. Sollecitata dai “critici”, la regista ha spiegato le sue scelte, il particolarissimo rapporto costruito con il romanzo a cui si è ispirata (“Vi perdono”) e quello ancora più particolare intessuto con l’autore di quel libro, Mauro Covacich. Ha raccontato la sintonia assoluta con la protagonista, Jasmine Trinca, e ha ascoltato e apprezzato le due recensioni che le ha sottoposto la platea.

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Offrendo anche, a proposito proprio delle recensioni, una pillola di saggezza professionale di raro valore. A chi si lamentava infatti di aver dovuto costringere il proprio pensiero nel rigoroso limite delle mille battute, Valeria Golino ha ricordato il dolore che prova un regista quando, in fase di montaggio, deve tagliare una scena alla quale era particolarmente legato. Difficile, ma necessario. Perché l’arte è questo, distillato di ragione e sentimento. Proprio come “Miele”, il bellissimo film di Valeria Golino.

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