Il Tirreno

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sanità

Pronto soccorso di Grosseto, ora è allarme rosso

Gabriele Baldanzi
Pazienti sistemati alla meglio durante una giornata di pieno al pronto soccorso di Grosseto
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Pazienti sistemati alla meglio durante una giornata di pieno al pronto soccorso di Grosseto

Altri tre giorni di sovraffollamento e caos, pazienti in attesa di ricovero per più di 48 ore, il primario scrive alla direzione

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GROSSETO. Dalla mattina di sabato 14 febbraio fino a ieri sera il Pronto Soccorso del Misericordia si è trasformato di nuovo in una trincea, assediato da decine di persone (fino a settanta contemporaneamente) che, compiuto il triage, attendevano di essere visitate, esaminate per comuni urgenze. Tra questi 12-15 pazienti sono rimasti costantemente parcheggiati nelle shock room in attesa di un letto, quattro in condizioni gravi, con necessità di ricovero e assistenza costante. Per qualcuno l’attesa del letto ha superato le 48 ore…

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Caos ingestibile. Come già era accaduto il fine settimana precedente si sono presto esaurite anche le cosiddette risorse elettromedicali, a partire da monitor, barelle e sedie a rotelle, tutte occupate. Un clima che, come è facile immaginare, ha suscitato proteste, scatti di nervosismo, reazioni. Sotto pressione gli operatori: medici, infermieri, oss, tutti straordinari _ va detto _ nel portare avanti il lavoro in un caos praticamente ingestibile. Per tutta la giornata di domenica a reggere la baracca, senza mai staccare, ci aveva provato il dottor Simone Geraci, il braccio destro del primario nella gestione del pronto soccorso. Ma ieri mattina un’ulteriore ondata di malati ha di nuovo messo in ginocchio la struttura.

Non vuole parlare Mauro Breggia, il responsabile del Pronto Soccorso, che proprio ieri, però, ha scritto un’accorata mail indirizzata al direttore generale Daniele Testi, alla direzione sanitaria del Misericordia, alla segreteria del dirigente infermieristico e ad alcuni primari, per sollecitare provvedimenti urgenti.

Situazione pericolosa. Si chiede, per l’ennesima volta, di mettere a disposizione nuovi posti letto «o qualunque altro provvedimento concreto in grado di permettere il superamento rapido della situazione attuale che, dopo il fine settimana _ parole testuali _ risulta molto pesante. Un’esigenza ineludibile, perché la situazione è critica e pone condizioni di rischio per i pazienti e per gli operatori che ne subiscono le conseguenze, nonostante la nostra buona volontà». Il problema, pare di capire, nasce in Area medica, dove non si liberano letti a sufficienza a causa della notevole riduzione di posti e di un’organizzazione del lavoro medico e infermieristico da migliorare.

Qualcosa si muove. A Villa Pizzetti, quartier generale dell’Asl 9, però qualcosa si muove. Per quanto riguarda il personale, sono in corso le procedure per l'assunzione di altri infermieri, ma si tratta di procedure lunghe, con non poche difficoltà di reclutamento, tant’è che l'Azienda è costretta a ricorrere anche al lavoro interinale. Da ieri inoltre è stato esternalizzato il servizio di trasporto dei pazienti all’interno dell’ospedale, che prima era a cura degli operatori socio-sanitari, gli Oss. Questo consentirà loro, per ciascun turno, la piena presenza in pronto soccorso e quindi l'incremento del livello di assistenza per le necessità di base.

La denuncia di Uil-Fpl. Le polemiche, però non si placano. Sul piede di guerra ora anche Uil-Fpl, che parla di «caos cronico» e di «ennesimo week end da incubo al Misericordia, per la drammatica mancanza di posti letto necessari ai ricoveri urgenti». Uil sostiene che il «sovraffollamento è dovuto alla permanenza prolungata in Dea di degenti barellati in attesa di una destinazione appropriata». Si chiedono quindi «seri, radicali e immediati provvedimenti, sia strutturali che organizzativi».

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