Trasporti
Multe a prostitute e clienti ma nessuna è stata pagata
Inevasi i sette verbali redatti nel 2014 e stessa sorte per i primi di quest’anno: difficile far rispettare le norme del regolamento di polizia urbana
GROSSETO. Fioccano le multe, ma nessuno paga e tutto rimane così com’è. Cresce il fenomeno prostituzione in città, le forze dell’ordine si danno da fare, ma la faccenda è tutt’altro che risolta. In seguito ai continui controlli cambiano i "luoghi del peccato", ma la sostanza resta la stessa. Ai sette verbali emessi nel 2014 se ne aggiungono due finiti nero su bianco nei giorni scorsi. Sanzioni da 160 euro, tutte ancora non pagate. Solo uno dei verbali riguarda un cliente. Le altre multe sono finite nella borsetta di qualche prostituta. Come le ultime due in questione, fiondate su due “belle di notte” che si davano da fare in piazza Dalmazia, a due passi da via Bruno Buozzi.
Chi si prostituisce non vìola alcuna norma, sia chiaro (cosa ben diversa sono sfruttamento e induzione al meretricio). Ma non sempre riesce a passare indenne i controlli degli uomini in divisa. La municipale, infatti, cerca di far rispettare quello che è il principio delle ordinanze emanate tempo fa dal sindaco Emilio Bonifazi. Testi ripresi poi nel regolamento di polizia urbana all’articolo 28. «È vietato porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco a offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, d’invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione – si legge nel testo della norma – si concretizza con lo stazionamento o l’appostamento della persona e l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione».
Ma c’è dell’altro. Sempre secondo il codice comunale sono coinvolti anche i clienti. Come? È fatto divieto di richiedere informazioni a prostitute e concordare con queste qualche prestazione a pagamento. Rischia una bella multa anche chi fa salire in auto una o più lucciole, o chi – proprio a causa della presenza di queste su strada – si dà a manovre pericolose o d’intralcio alla circolazione stradale.
«Non mi aspetto di risolvere il problema – aveva detto nel settembre di due anni fa il sindaco dopo aver emesso l’ordinanza destinata a dare un giro di vite alla prostituzione per le vie della città – ma di accendere una luce su un fenomeno degradante all’origine di un’odiosa forma di sfruttamento del corpo femminile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
