Il Tirreno

Grosseto

Il campeggio non si fa ma il conto non è saldato

di Alfredo Faetti
Il campeggio non si fa ma il conto non è saldato

Il Comune chiede 30.000 euro alla società che non ha realizzato il progetto Il soldi servivano al recupero della potabilità dell’acqua di Vetreta

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MASSA MARITTIMA. C’è un vecchio conto che aspetta di essere saldato. Parliamo di poco più di trentamila euro, garantiti sulla parola (e sulle carte) ma mai saldati veramente. Vuoi che in mezzo c’è un progetto che in buona parte non ha visto la luce, scandito da ricorsi al Tar e richieste di risarcimento (negate) milionarie. Ma ora che la crisi ha ridotto le casse comunali all’osso, l’amministrazione di Massa Marittima pretende ciò che gli spetta dalla società Com.Vend., che alla fine degli anni Novanta era pronta a costruire un campeggio a Pian dei Mucini e per riuscirci si era fatta garante di 60.000 euro per la sistemazione della rete idrica. Soldi anticipati dal Comune e mai tornati indietro. Negli uffici del municipio c’è una certa apprensione nel voler chiudere i conti. I tagli ministeriali sono sempre più accentuati e per le amministrazione non è semplice trovare le entrate necessarie per mandare avanti un territorio. Così si cerca ogni spiraglio o ogni debito insoluto. È su questa spinta che è tornata fuori la vicenda del campeggio di Pian dei Mucini, che prevedeva la realizzazione di un villaggio turistico, poi portato in fondo, e di un campeggio, mai terminato. Era il 1997 quando questo progetto è stato approvato dall’allora consiglio comunale, per poi stralciarlo qualche anno più tardi, dato che la società aveva deciso di cambiare area in cui costruire il campeggio rispetto a quella prevista originariamente nel progetto. Un passaggio che costò lo stop ai lavori, dato che la nuova locazione doveva essere sottoposta alla sostenibilità ambientale: richiesta formulata dal Comune con una delibera, che la Com.Vend. ha impugnato davanti al tribunale amministrativo. Ed ecco che arriviamo ai 60.000 euro che l’ente massetano deve riscuotere da quasi una ventina d’anni.

Nel ’98, prima che le due parti, pubblico e privato, arrivassero alla rottura definitiva, è stata firmata una convenzione. Nel documento era previsto che «la Com.Vend. corrispondesse al Comune di Massa Marittima la somma di sessanta milioni di lire (attuali 30.987,42 euro) quale contributo per il recupero della potabilità dell'acqua di Vetreta in cambio del diritto ad attingere all'acquedotto comunale il quantitativo di acqua necessario al fabbisogno delle strutture già realizzate e da realizzare in località Pian dei Mucini». Un debito venuto fuori anche nelle discussioni davanti al Tar, ma che ancora oggi non è stato saldato. Da qui la decisione dell’attuale amministrazione di tornare alla carica, incaricando un avvocato di pretendere dalla società quanto spetta alle casse comunali. Trentamila euro non cambieranno il destino di Massa Marittima, ma di questi tempi i Comuni devono cercare entrate ovunque esse siano, anche nel passato.

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