Il Tirreno

Grosseto

Franci, olio ok malgrado la mosca

di Gabriele Baldanzi
Franci, olio ok malgrado la mosca

Il frantoio principe dell’Olivastra è riuscito a neutralizzare l’attacco del parassita. E l’annata è salva

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CASTEL DEL PIANO. Da bravo amiatino, Giorgio Franci è un uomo schietto, che non si nasconde dietro la diplomazia e frasi di circostanza. Per questo non ha paura ad ammettere che il 2014 è stato un anno duro per gli olivicoltori, come non se ne ricordava da decenni. D’altra parte è nella natura delle cose che ogni tanto si verifichino eventi eccezionali che mettono a serio pericolo il raccolto e la produzione di un’intera annata. Tuttavia l’andamento climatico dell’ultimo decennio ha insegnato molto a chi ha voluto fare attenzione, ed era prevedibile che con un inverno mite come quello del 2013-2014 e un inizio estate così piovoso e con temperature al di sotto delle medie stagionali la mosca olearia – nemico temuto da ogni olivicoltore – si sarebbe fatta viva e non in maniera indolore. Per questo la famiglia Franci ha iniziato già ai primi di luglio a tenere sotto controllo la situazione con monitoraggi settimanali, coadiuvata da un ulteriore agronomo assunto apposta per contrastare l’anomalo andamento.

Grandi sforzi, dunque, e altissimi costi di produzione, che hanno comunque portato a un’ottima produzione. Alla fine della frangitura Giorgio, tirando le somme di questa annata così difficile e impegnativa, si è reso conto che il bilancio non era poi così negativo.

Da un punto di vista produttivo, è vero che il frantoio ha lavorato più o meno la metà delle olive che è solito frangere, ma l’80% di queste olive erano di proprietà, a dimostrazione che le tante attenzioni date alle piante hanno portato i loro frutti, nel vero senso della parola. È stata dunque la lavorazione per conto terzi quella più penalizzata.

Altro aspetto interessante è stata la produzione della selezione top del Frantoio Franci, quel Villa Magra Grand Cru che ha vinto tutto quello che c’era da vincere nel mondo e che è una monocultivar Frantoio. Come è noto, la selezione proviene dalle olive raccolte nell’omonimo oliveto, e la sua produzione media annua si attesta sui 2.500 litri di olio. Ebbene, quest’anno di Villa Magra Grand Cru ne sono stati prodotti quasi 3.500 litri.

Giorgio spiega che agronomicamente parlando l’annata non era poi partita così male, grazie alla ricchezza di piogge in primavera e inizio estate. Le piante non hanno sofferto di stress idrico e le olive sono diventate subito grandi. Se l’oliva diventa grande fin dall’inizio e la pianta riesce a portarla a maturazione, la conseguenza è la nascita di oli con aromi molto complessi e con una nota di piccante assai spiccata.

Queste sono le caratteristiche che hanno reso il Villa Magra Grand Cru quell’extra vergine da record amato ovunque, e che quest’anno gode anche di una produzione notevolmente incrementata. Ma le sorprese non riguardano soltanto il Villa Magra Grand Cru, perché anche la produzione dell’olio biologico è andata molto bene e infine l’Olivastra Seggianese quest’anno si caratterizza per un bouquet mai riscontrato. L’oliveto di piante secolari di Olivastra, che si estende per cinque ettari, la scorsa estate si presentava tappezzato da menta e mentuccia, e in qualche modo i loro aromi sono passati all’olio. Ma insieme a questi, non così rari nell’extra vergine toscano, si uniscono dei sentori di petali di rosa fuori del comune, e che rendono la selezione unica.

E in attesa della nuova stagione olearia, il Frantoio Franci continua con la sua opera di promozione dell’extra vergine di qualità in Italia e all’estero.Prossimi appuntamenti, il Taste a Firenze (7-9 marzo) E Sol & Agrifood a Verona (22-25 marzo).

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