Il Tirreno

Grosseto

Cresce il volontariato In un anno al Cesvot altre nove iscrizioni

di Francesca Ferri
Cresce il volontariato In un anno al Cesvot altre nove iscrizioni

Dal 2013 al 2014 le associazioni passano da 221 a 230 I settori d’intervento più richiesti sono quelli sociosanitari

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GROSSETO. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, è un’ottima notizia: la solidarietà cresce e cresce il numero di persone disposte a donare un po’ del loro tempo per aiutare gli altri, senza alcun compenso in cambio. A vederlo mezzo vuoto, sconforta registrare che cresce sempre di più la richiesta di aiuto soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione: anziani, malati, poveri, persone con dipendenze,

Il dato oggettivo lo ha diffuso ieri il Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana) che accoglie le associazioni di volontariato iscritte all’albo provinciale. Nel 2013 erano 221; al 31 dicembre 2014 ne risultavano iscritte nove in più, per un totale di 230 associazioni. Un vero esercito che, tuttavia, non esaurisce l’universo del volontariato in provincia.

«Ci sono molte associazioni che non sono iscritte all’albo – spiega Andrea Caldelli, presidente della delegazione Cesvot di Grosseto – libera espressione dell’impegno dei cittadini, che non sono censite e non sono censibili, così come è crescente il fenomeno del volontariato informale, ovvero del volontariato di chi non aderisce ad associazioni ma che spontaneamente dà una mano negli eventi o anche da solo».

L’identikit del volontario è presto fatto. In prevalenza sono donne intorno ai 50 anni, ma ci sono anche molti giovani, soprattutto in associazioni che si occupano di minori e di volontariato internazionale, oltre che nelle associazioni di animazione dei giovani, mentre la fascia di età più debole in termini di presenza è quella tra i 30 e i 40 anni, persone che fanno più fatica a conciliare la vita lavorativa con l’impegno nel volontariato.

Quanto al tipo di impegno, in provincia di Grosseto, secondo il Cesvot, le associazioni di volontariato operano prevalentemente nel settore socio-sanitario (164 associazioni su 230 della delegazione), e questo la dice lunga sulla situazione sociale della nostra provincia. Sono molte, comunque, anche le associazioni attive nell’affermazione e difesa dei diritti.

Ma cosa spinge a dedicarsi al volontariato? «Il volontariato come istituzione gode della più alta fiducia da parte dei cittadini – spiega Caldelli – e le azioni di volontariato rappresentano spesso un motivo di riscatto, di affermazione di valori, di qualificazione per le persone, anche se sono condotte al di fuori delle organizzazioni stesse. Fare volontariato è un veicolo di affermazione di un proprio senso identitario oltre che il modo di far sentire il proprio impegno nelle comunità».

In questo quadro il Cesvot offre un punto di incontro e formazione per i volontari (nel solo 2014 il Centro ha investito 24.000 euro per la formazione dei volontari) e, anche se non è un suo preciso indirizzo, è un punto di riferimento anche per chi vuole avvicinarsi al mondo del volontariato e ha bisogno di indicazioni su come fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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