Attenzione
Rubano i telegrammi di condoglianze
Forzata la cassetta delle lettere dell’abitazione di Umberto Cavini. La moglie: «Era molto amato, non meritava questo»
GROSSETO. È trascorsa una settimana dalla scomparsa di Umberto Cavini, ma la famiglia non riesce a darsi pace: la moglie Rosanna ha perso l'amore della vita, la figlia Monia e la nipotina Desirée non avranno più un esempio da seguire. Sono giorni difficili quelli che si trascorrono nell'abitazione di via Birmania. C’è però chi ha voluto ferire ancora: «Un buontempone - rivela Monia Cavini - si è divertito a forzare la cassetta della palestra della Pugilistica Grossetana in via Tito Speri, e portare via un centinaio tra telegrammi e lettere che erano stati imbucati. Un gesto veramente inqualificabile: vogliamo scusarci con chi ci ha inviato le condoglianze e non riceverà i nostri ringraziamenti».
Lunedì scorso, a 67 anni, si è fermato il cuore di Umberto, e oggi la moglie Rosanna vuole ringraziare quanti in questi giorni hanno fatto sentire la loro vicinanza, il loro affetto: i colleghi organizzatori, la federazione pugilistica italiana, il comitato toscano, l'organizzazione europea e mondiale del pugilato olimpico, i vertici delle varie sigle, componenti della rai, giornalisti, i pugili, gli arbitri, amministrazione comunale, Coni, Veterani sportivi, la Grosseto Baseball. «Umberto - dice la moglie Rosanna, ancora sconvolta dal dolore - aveva rapporti di lavoro con tutto il mondo. Sono arrivati telegrammi dalla Finlandia, dal Sudafrica, dagli Stati Uniti e dalla Spagna; messaggi carichi di emozioni e di ricordi».
Patrizia Contri, delegato provinciale della Federpugilato, ma in questa occasione nella sua veste di una componente della famiglia Cavini, con immensa sofferenza, ha raccolto i messaggi in un quaderno protocollo ed ha riempito una decina di pagine.
«Ho avuto la conferma - aggiunge Rosanna Conti Cavini - quanto sia stato amato Umberto. E il suo ricordo, insieme all'amore per mia figlia Monia, per la mia nipotina Desirée e mio genero Fabrizio, e per i miei genitori mi daranno la forza di andare avanti. Durante i funerali e nelle ore successive mi è stato chiesto di andare avanti con la mia organizzazione. Adesso la mia mente corre da altre parti, poi ci penserò. Mi piacerebbe ricordare la figura di Umberto con un memorial, riservato ai dilettanti, e magari intitolargli la Pugilistica Grosseto che, e non è retorica, ha amato nella sua vita come una figlia».
«Abbiamo saputo - conclude la Conti Cavino - che sui campi di calcio della provincia è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare Umberto e questo ci fatto immensamente piacere». (m.c.)
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