Il Tirreno

Grosseto

Poste, il sit-in degli anziani di Pereta

di Ivana Agostini
Poste, il sit-in degli anziani di Pereta

Rabbia e preoccupazione per l’annunciata chiusura dell’ufficio nel piccolo paese. Il sindaco: non lo permetteremo

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PERETA. Pereta e i suoi abitanti dicono no alla chiusura dell'ufficio postale del paese. I cittadini del piccolo borgo medioevale arroccato lungo la strada che conduce a Scansano, hanno protestato con un sit in davanti al locale ufficio postale per cercare di scongiurare la chiusura dell'unico servizio ancora presente in paese.

Pereta, un piccolo borgo di circa 200 anime, nel Comune di Magliano, che sta cercando in ogni maniera di scongiurare quanto disposto da Poste italiane. Capofila della protesta che si è svolta nella mattina di ieri, il sindaco di Magliano  in Toscana, Diego  Cinelli, che ha dichiarato farà  tutto  il possibile  per scongiurare la chiusura che dovrebbe avvenire il prossimo  13 aprile. «Quella che per Poste italiane  è  una ottimizzazione per noi - dice Cinelli - è  solo un disagio, io non voglio prendere in esame soluzioni estreme come quella di far svuotare i conti postali ai cittadini, ma sono pronto a mettermi di traverso alla porta dell'ufficio per impedire che la porta sia chiusa definitivamente».

Una manifestazione che estende il suo pensiero anche all'ufficio di Montiano per il quale è previsto un ridimensionamento dell'orario. Un servizio che se tagliato porterebbe solo complicazioni a un paese abitato per lo più  da anziani. Mirella Pastorelli, assessore alle politiche sociali dice che la chiusura dell'ufficio postale è  «la dimostrazione della mancanza di attenzione verso la fascia più debole della popolazione di cui sembra non interessi a nessuno e costituisce un aggravio economico per il Comune che dovrà  fornire servizi di trasporto a chi dovrà  andare a Magliano a svolgere le operazioni  postali».

Sulla stessa lunghezza d'onda Tiziana Galli, vice presidente della Pro loco di Pereta: «L'ennesimo taglio per il nostro paesino che porterà via anche l'ultimo dei servizi rimasti. Per le persone anziane – dice Galli – sarà difficile organizzarsi per andare a Magliano anche perché i pullman della Tiemme hanno orari non proprio compatibili con chi deve andare alle poste rischiando di perdere una mattina intera per pagare un bollettino. Già la posta era aperta tre volte a settimana, il dottore viene una volta, insomma, così il paese rischia l'abbandono».

Il sindaco è però deciso a non far chiudere l'ufficio postale perché lo considera anche un presidio sociale del territorio. Rabbia e sconforto regnano soprattutto fra gli anziani del paese a cui non rimane che questo servizio. «Dovono tagliare almeno 200 deputati a Roma – dice deciso e a gran voce l'ottantunenne Agustangelo Cinelli – così risparmiano, non chiudendo le poste».

«Se chiudono l'ufficio – ribadisce Romeo Remati – chiudo il conto alle poste». Si avvicina ai 90 anni Romeo, e a maggio gli toglieranno la patente: «Come farò ad andare a Magliano a prendere i soldi o pagare le bollette?». Stesso problema per Evoluto Moretti che ha i figli lontani e che si troverà in difficoltà quando le poste chiuderanno.

L'amministrazione sta già raccogliendo delle firme (200 circa quelle raccolte fino a ora) che verranno mandate a Poste italiane e a Matteo Renzi (perchè le poste a differenza di quanto si crede non sono private ma pubbliche) ed è pronta ad arrivare fino al Tar pur di scongiurare la chiusura. «Anche solo un giorno a settimana ma l'ufficio a Pereta deve restare». Lo chiedono in coro Cinelli e tutti gli abitanti di Pereta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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