Il dolore
«Nessuna responsabilità sull’alluvione»
I proprietari dei terreni da espropriare per l’argine remoto rispondono per le rime alle accuse di Enrico Rossi
ORBETELLO. «Gli espropriandi non hanno nessuna responsabilità nell’alluvione del 2014». La precisazione arriva dai componenti del presidio di Marsiliana a cui non è andata giù la frase pronunciata da Enrico Rossi, governatore della Toscana, durante la sua visita a Polverosa di una settimana fa. «Se gli espropriandi - disse Rossi – avessero accettato l’accordo bonario, forse le conseguenze del 14 ottobre sarebbero state diverse».
La necessità di una spiegazione nasce dal fatto che «a ottobre 2014 – dicono dal presidio – l’argine remoto era ancora lontano dall’essere realizzato. Non ci stiamo - precisano – a essere colpevolizzati di un ritardo di due mesi nell’iter che avrebbe portato rapidamente all’assegnazione dei lavori per la costruzione dell’argine».
Il presidio ripercorre i vari passaggi relativi all’argine remoto. «Il Comune di Manciano nel novembre 2013 – spiegano - riconosceva l’allora Consorzio di bonifica Osa Albegna come autorità espropriante, autorizzato a effettuare, con tecnici incaricati, sopralluoghi e operazioni di sondaggio dei terreni necessari per l’iter di esproprio. Un’operazione che è poi avvenuta dopo tre mesi. Per i successivi 9 mesi - dicono - nessuno ha più avuto alcuna notizia di esproprio fino a novembre 2014». La comunicazione dell’approvazione del progetto definitivo dell’argine remoto è arrivata a novembre 2014, un mese dopo l’alluvione del 14 ottobre. «Ancora - continuano dal presidio - non viene data alcuna indicazione in merito agli espropri fino al 28 novembre quando i proprietari vengono convocati per un incontro a Marsiliana alla presenza dei sindaci di Orbetello e Manciano, del settore difesa suolo della Regione. Solo in questo incontro i tecnici della Regione illustrano la famigerata proposta di accordo, senza però dare indicazioni di scadenza per la sottoscrizione ma sollecitando a farlo nel più breve tempo possibile». A questo punto, come da prassi, vengono presentate le richieste dei proprietari che però «vengono respinte, causando l’impossibilità di arrivare all’accordo. Forse – dicono gli abitanti delle zone interessate dagli espropri - la Regione dava per scontato che la proposta fatta sarebbe stata accettata da tutti». Nel frattempo a Manciano e in parte del comune di Orbetello si consuma la seconda alluvione. «Vogliamo ricordare al presidente Rossi che stiamo parlando di famiglie e aziende che hanno subìto due alluvioni non perché non hanno firmato un accordo. A loro si chiede di firmare un atto che porterà allo smembramento delle loro proprietà, in alcuni casi il danno sarà ancora maggiore, trattandosi di attività agricole che si vedranno ridotto il potenziale produttivo delle aziende. È vero che la sicurezza di tutti è al primo posto ma dopo la devastazione di due alluvioni subire il danno causato da un’opera pubblica, certo necessaria, forse meritava più attenzione dagli amministratori». L’approvazione della variante al regolamento urbanistico riguardante l’argine remoto per il Comune di Manciano sarà oggetto del prossimo consiglio comunale del 17 febbraio.
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