Sicurezza
Furto in casa del venditore di sistemi d'allarme
Svaligiato l'appartamento di un noto commerciante: i ladri erano pronti ad aggredire con una mazza da baseball
GROSSETO. I ladri erano pronti a colpire. Una volta entrati in casa, hanno preso una mazza da baseball da una camera e l’hanno appoggiata accanto alla porta d'ingresso, per usarla nel caso in cui fossero tornati i proprietari. Per fortuna la famiglia è rincasata tardi e i malviventi se n’erano già andati portando via spade e coltelli africani, ricordi del viaggio di nozze, la fede nuziale e i soldi raccattati dalla figlia per pagarsi gli studi. Accanto all’uscio è rimasto quel minaccioso “souvenir”.
Aggressione scampata, ma resta lo choc. «Non oso pensare – racconta Santo Pingitore, il proprietario che commercia autoradio e (ironia della sorte) antifurti – cosa sarebbe successo: ho l’immagine di noi picchiati. Il pensiero di mia moglie colpita con la mazza non lo me lo tolgo dalla testa».
Pingitore, imprenditore di 50 anni, è titolare di Ps, storico laboratorio di vendita e installazione di autoradio e antifurti per auto, in via Pakistan a Grosseto. Abita con la sua famiglia, moglie e due figli, in via Arno 5, in una palazzina nella quale l’unico appartamento è il suo: il resto sono uffici. Al piano terra lavorano due commercialisti e un consulente del lavoro.
Sabato la palazzina è rimasta a lungo vuota. In un’ora imprecisata tra le 16,30 e le 21,30 i ladri hanno colpito e sono fuggiti con 800 euro in contanti, giochi e ricordi dei viaggi in Africa. Nelle stesse ore pare che siano stati messi a segno altri furti nella stessa zona, in particolare in via Ombrone. La zona è quella del tribunale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10872471:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/02/15/news/gli-albergatori-sono-al-lavoro-gli-ripuliscono-la-villetta-1.10872471]]
Sabato «siamo usciti tutti di casa nel pomeriggio – racconta Santo – Erano le 16,30. Io sono andato in via Pakistan e ho portato anche mio figlio per fare alcuni lavori insieme. Una cosa non abituale: altrimenti c’è sempre qualcuno. Anche mia moglie era fuori. Il fatto che non ci fosse nessuno mi fa pensare che siamo stati controllati».
La famiglia è poi rientrata tra le 21,30 e le 21,45 scoprendo il portone che dà sulla strada era stato scassinato con un piede di porco, la serratura divelta. «Da lì i malviventi sono entrati nel palazzo, hanno salito le scale e divelto anche il portone d'ingresso del pianerottolo, sempre con il piede di porco».Dentro c’era il finimondo.
«Abbiamo trovato gli armadi nel caos, tutto aperto e buttato giù, i vestiti in terra. Nella camera matrimoniale i cassetti del comò sono stati rovesciati, lo stesso nella camera dei figli. La sala è stata la meno disastrata perché i ladri hanno puntato più a cassaforte, soldi e oro nelle camere. D’altra parte non abbiamo una cassaforte e non abbiamo valori in casa: il furto insomma è andato relativamente male».
«Relativamente» perché alla fine sono stati portati via effetti personali a cui la famiglia teneva moltissimo. La fede della moglie, un paio di orecchini. Circa 800 euro della figlia, da lei faticosamente guadagnati con i lavori estivi e che servivano per studiare all’università. Al figlio è sparito invece un gioco portatile. C'è poi un'altra parte di bottino che ha particolarmente ingolosito i malviventi. «Una serie di pugnali che avevamo preso in Kenya e avevamo attaccato al muro: due lavorati in metallo, venivano dal Marocco. Poi una spada, anche questa un souvenir comprato in viaggio di nozze in Spagna. Tutto sparito. A mio figlio sono state rubate altre tre piccole spade per arti marziali: niente di pericoloso o che possa essere usato come arma, ma magari che può essere rivenduto nei mercatini».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10872478:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/02/15/news/svaligiato-il-terratetto-rubano-anche-la-fede-nuziale-1.10872478]]
La cosa più preoccupante – continua l’imprenditore – è «che abbiamo trovato la mazza da baseball che era in camera di nostro figlio appoggiata vicino alla porta e pronta a colpire nel caso in cui fossimo entrati: i ladri volevano guadagnarsi una via di fuga. Per fortuna non è entrato nessuno mentre loro erano ancora lì, non oso pensare a cosa sarebbe successo».
Lo spavento ha spinto la famiglia a dotarsi di un sistema d'allarme. «Sicuramente metterò un antifurto che non ho mai avuto e a cui non ho mai pensato: credevo di non averne bisogno perché non ho cose di valore. Ma questo non conta, ci sbagliamo di grosso. I malviventi entrano comunque. E se veniamo in contatto con loro, non possiamo sapere come andrà a finire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
