Il dolore
Addio a Caponi, il pittore del mare
Muore a 85 anni l’artista che ha dipinto l’amore per la sua terra
ORBETELLO. Bruno Caponi è morto. Il pittore orbetellano, Bruno Caponi si è spento nella serata di venerdì a Grosseto dopo una lunga malattia. Caponi, classe 1929, era orbetellano di nascita ma gigliese di adozione. Era un artista con l’isola del Giglio nel cuore. E proprio la sua isola si è risvegliata frastornata dalla notizia improvvisa della sua morte, un’isola che complice la riservatezza della famiglia nulla sapeva della malattia del pittore. «L’ho saputo questa mattina sul traghetto (ieri, ndr)» dice Sergio Ortelli, sindaco del Giglio. Bruno aveva una particolare passione per l’isola tanto da coglierne – spiega Ortelli – gli aspetti più particolari, uno fra tutti i gabbiani».
Caponi, come ricorda lo stesso sindaco gigliese, aveva coniato la frase più bella che potesse descrive l’isola del Giglio, «un mare di differenza». Un’immagine che il Giglio si porta dietro nelle ricorrenze di San Mamiliano. «Bruno – racconta il primo cittadino – fece un grande manifesto con l’isola sullo sfondo e la frase, un mare di differenza». Una frase che simboleggia l’amore che lui nutriva per il territorio gigliese. Secondo Ortelli, Caponi era un «artista dal valore eccelso anche se forse non le era riconosciuto il giusto merito alle sue capacità. Era molto più bravo di quanto lo avessero giudicato in vita». Un ricordo dell’artista lo scrive sul suo profilo facebook la pittrice orbetellana Rossella Rispoli Segato che ha appreso con tristezza la morte dell’amico. «Voglio ricordarlo con la sua pipa – scrive la pittrice - con il suo sguardo ironico e scansonato, con la sua arte riconoscibile e spontanea, specchio della terra che ha tanto amato. Di lui - prosegue - ricordo quella sera dello scorso settembre in cui è entrato con sua moglie alla mia mostra nel corso di Orbetello e dopo le solite battute, i suoi soliti scherzi e aneddoti è diventato serio e mi ha detto che lui, abitando lì sopra, da tante sere voleva scendere da me per dirmi che gli piaceva il mio lavoro e che mi rispettava e che di solito lui con i pittori non è largo di complimenti. Grazie Bruno».
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