Il Tirreno

Grosseto

Uffici postali, una ricetta per salvarli

Uffici postali, una ricetta per salvarli

Parte dalla minoranza di Cinigiano la proposta di farne sportelli simili ai patronati

2 MINUTI DI LETTURA





CINIGIANO. La chiusura dei piccoli uffici postali decretati da Poste Italiane approda in consiglio regionale con un question time (una sorta di interrogazione) e un progetto di rilancio delle loro funzioni che, nelle speranze dei proponenti, potrebbe salvarli dalla chiusura.

La richiesta è partita dal capogruppo di opposizione di Cinigiano, Giovanni Barbagli (A/gente comune), che l’ha consegnata al consigliere Pieraldo Ciucchi. Ciucchi sarà il proponente per la maggioranza consiliare e la presenterà all’aula per la discussione nel prossimo consiglio regionale.

«La mobilitazione istituzionale, sociale e sindacale ha evidenziato la necessità di creare un fronte di opposizione vasto e importante, coinvolgendo gli stessi vertici della Regione e vedendo in campo direttamente il presidente della giunta regionale e gli stessi sindaci dei territori interessati – dice Barbagli – però adesso è il momento di passare dalla protesta alle proposte, studiando possibili progetti di recupero della rete di questi uffici per assicurare la continuità del servizio e allo stesso tempo rilanciare ed ampliare le attività dei medesimi per farli diventare una vera e propria rete di front office e di patronati per esigenze sociali. Alle prime reazioni che si sono messe in campo a tutti i livelli, si tratta ora di valutare quali iniziative efficaci possano essere promosse prima che si giunga alla chiusura o alla riduzione degli orari degli uffici postali».

Dopo aver “messo in piazza” la questione con un presidio e un’occupazione simbolica dell’ufficio postale di Monticello, destinato alla chiusura, adesso Barbagli ha elaborato un progetto per quegli uffici, che ha inviato in Regione.

«Intanto occorre un rilancio per garantire le funzioni di servizio postale, assicurando agli uffici tecnologia, rafforzamento delle prestazioni economiche finanziarie e sistemi come il bancomat. Ma allo stesso tempo bisogna organizzare nuove funzioni». Barbagli propone funzioni informative per la rete istituzionale, pagamenti di tasse, denuncia dei redditi, funzioni di patronato con presenza di operatori sociali. Insomma, una sorta di sportello dove il cittadino può interfacciarsi con la pubblica amministrazione.

«Tutto ciò – spiega Barbagli – con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali (Regione, scuola, Comuni, Unione dei comuni). Indispensabile la predisposizione di un piano economico finanziario a sostegno del progetto».

Il question time è stato depositato ieri mattina in Regione Toscana e verrà discusso martedì o mercoledì.

Fiora Bonelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web