Finanza
Schettino in cattedra, prof sospeso
Il Tar conferma la punizione della Sapienza per Mastronardi
GROSSETO. «Sembra obbiettivamente ravvisabile il discredito per l’istituzione universitaria» per «avere attribuito al comandante (Francesco Schettino) il ruolo “autorevole” di relatore».
Con queste motivazioni il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del criminologo Vincenzo Mastronardi, che il 5 luglio 2014 aveva chiamato Schettino a parlare della gestione dell’emergenza la notte del naufragio della Concordia, in un seminario organizzato al Circolo dell’Aeronautica Casa dell’aviatore di Roma, nell’ambito di un master alla Sapienza. Il comandante all’epoca era sotto processo per il naufragio.
La notizia del suo intervento aveva subito fatto il giro del mondo sollevando un putiferio. «Non era una lectio magistralis, ma un breve intervento di commento» si era difeso Mastronardi. «Fino all’ultimo mi sono augurato che Schettino non venisse, ma quando è arrivato cosa dovevo fare…» aveva inoltre dichiarato a Repubblica.
La pagina Facebook sulle iniziative di Mastronardi, che nei giorni precedenti l’incontro riportava il nome di Schettino tra gli ospiti attesi, era stata poi rimossa.
L’università aveva subito preso le distanze da Mastronardi. Il rettore Frati aveva definito le sue dichiarazioni «patetiche». Il professore era stato deferito al collegio etico e disciplinare dell’ateneo e sospeso per due mesi dall’attività didattica e da tutti gli incarichi accademici, con relativa sospensione anche dello stipendio.
Mastronardi aveva fatto ricorso al Tar del Lazione. E l’11 febbraio, proprio mentre al teatro Moderno di Grosseto i giudici del tribunale maremmano sentenziavano la condanna di Schettino a sedici anni per il naufragio della Concordia, in cui sono morte trentadue persone, i giudici Francesco Corsaro, Vincenzo Blanda e Claudio Vallorani della terza sezione del Tar del Lazio si sono riuniti in camera di consiglio.
Secondo il Tar l’intervento di Schettino al seminario «appare documentalmente provato dalla locandina e dal programma del corso inviati a vari destinatari dal professor Mastronardi in allegato alla sua email» e ha gettato «discredito» sull’università poiché Schettino, all’epoca, era «imputato per reati gravissimi e con vasta eco mediatica» proprio per il naufragio.
Il Tar ha confermato i provvedimenti dell’ateneo sul presupposto che «l’istruttoria svolta dai competenti organi universitari appare approfondita e adeguata».
I giudici hanno quindi respinto la domanda cautelare di Mastronardi, confermando la sospensione di due mesi, e lo hanno condannato a pagare 600 euro alla Sapienza, oltre agli oneri di legge.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google