Sicurezza
Ottantenne sotto inchiesta per molestie a una ragazzina
L'uomo l'avrebbe palpeggiata dopo averla attirata dietro una stalla per mostrarle i cavalli. Lei all'epoca aveva 12 anni
GROSSETO. Lui di anni oggi ne ha 80. Lei appena 15. Lui tre anni fa avrebbe messo le mani sulle parti intime della ragazzina. Lei a lungo non aveva detto nulla. Poi si era confidata con un’insegnante. E da quelle parole è nato il procedimento penale che vede l’ottantenne sotto inchiesta per aver palpeggiato la piccola. Articoli 609 bis e ter le ipotesi di imputazione provvisoria per le quali il sostituto procuratore Maria Navarro ha chiesto e ha ottenuto l’incidente probatorio. Per accertare la credibilità della ragazzina e quella dei tre amici con i quali si era confidata.
L’episodio è degli ultimi giorni del luglio 2012. L’adolescente, che abita inun'altra regione, era in vacanza con la famiglia nel Grossetano. Lei è una grande appassionata di cavalli e la Maremma era dunque una delle mete preferite. La ragazzina era così entrata in confidenza con quell’anziano che si occupava dei cavalli della struttura ricettiva: «Quando vuoi, vieni la mattina presto a dare da mangiare ai cavalli», avrebbe detto l’uomo secondo quanto raccontato da lei. E lei una mattina si era presentata alla stalla e aveva seguito l’uomo nel retro. Sarebbero stati soli quando l’uomo avrebbe allungato le mani sulle parti intime di lei.
Un episodio che la ragazzina non aveva raccontato subito. Né ai genitori, che pure quella mattina si erano un po’ impensieriti per il ritardo con il quale la figlia li aveva raggiunti, né a nessun altro. E a lungo. Ma il peso, secondo quanto è poi stato ricostruito, sarebbe stato schiacciante. Lei che era così brava a scuola aveva iniziato a zoppicare in più di una materia. E un sintomo eclatante erano stati quei graffi che lei stessa si produceva sulle braccia. Si era confidata con un’amica che l’aveva indirizzata ai suoi genitori: «No, con loro no». «Allora con un’insegnante». E così lei aveva fatto. E da lì era partita la segnalazione alla Procura. Poco più di un anno fa si era tenuta la prima udienza di incidente probatorio, nel corso della quale il giudice Valeria Montesarchio aveva ascoltato la ragazzina, nelle forme protette previste dalla procedura. Quel giorno c’era il neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi che ha poi espresso un giudizio positivo sull’attendibilità e la capacità di testimoniare. Non si sarebbe inventato nulla. Proprio quel giorno la ragazzina aveva spiegato di aver parlato di questo episodio con tre amici, tre suoi coetanei. Il giudice ha deciso di far valutare anche loro. E anche per loro tre lo specialista ha dato un giudizio positivo. L’incidente probatorio adesso è chiuso e il fascicolo è tornato al pm. Che dovrà decidere se l’ottantenne, assistito dall’avvocato Marco Cutini, debba essere mandato a giudizio. La famiglia della ragazzina si è affidata all’avvocato Amanda Paoletti.
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