Sicurezza
Mazzata sul Comune: deve risarcire la Sit
Si chiude dopo dieci anni e il pagamento di 582mila euro il contenzioso con la società di trasporto
SCARLINO. Alla fine è arrivato il conto. Bello salato, anche se poteva andare molto peggio. Quasi seicentomila euro (582.812 per la precisione): tanto dovrà risarcire il Comune di Scarlino alla Sit, società italiana trasporti.
Una diatriba complessa, molto lunga e alquanto singolare, dato che è nata per il servizio navette per l’aeroporto romano di Fiumicino. Era il 2005 e da allora ci sono state due sentenze del Tar a scapito dell’ente e una trattativa sul risarcimento che ha portato a un nulla di fatto: la società chiedeva oltre cinque milioni di euro, l’amministrazione ne propose novantamila. È toccato allora al Consiglio di Stato trovare un compromesso, fissato in quel mezzo milione abbondante di euro.
La sentenza è arrivata nei giorni scorsi. In Comune l’aspettavano dal 2010 (anno dell’ultimo pronunciamento del Tar) consapevoli che comunque sarebbe stata una mazzata. Proprio per questo da allora gli uffici e l’assessorato competente hanno costantemente provveduto ad accantonare delle somme (anche piuttosto ingenti) aggiornando annualmente il bilancio comunale in previsione della conclusione della vicenda giudiziaria. Prudenza: la possiamo definire. Anche perché la Sit aveva chiestocirca cinque milioni e settecentomila di euro di risarcimento: il tribunale romano però gliene ha riconosciuti un decimo, per un mezzo sospiro di sollievo dell’amministrazione.
Ma cos’è la vicenda Sit? È un pasticcio scandito da autorizzazioni abusive e pulmini a noleggio, giocato tra Roma e Scarlino. Tutto parte nel 2005, quando la società di trasporti si aggiudicò il servizio pubblico di linea sulla tratta “Aeroporto Ciampino - Roma Termini”, salvo però scoprire che sullo stesso tragitto stava già operando ma senza averne titolo la società “Terravision Transport”, che effettuava il trasporto di passeggeri in assenza della licenza per lo svolgimento del servizio di linea. Quest’ultima aveva una sola autorizzazione in mano, rilasciata (e poi revocata) dal Comune di Scarlino per il noleggio di autobus con conducente, mezzi che avrebbero dovuto fra l’altro stazionare proprio nel territorio scarlinese. La Sit porta così l’ente davanti al Tar di Firenze che si esprimerà nel 2010, confermando la legittimità della revoca della licenza alla Terravision ma riconoscendo anche l’effettuazione abusiva del servizio di linea per trasporto passeggeri sulla tratta in questione. Da qui la Sit ha chiesto il risarcimento danni, parametrato sul mero costo del biglietto moltiplicato per il numero di passeggeri che l’azienda avrebbe potuto trasportare; richiesta riconosciuta sì dal tribunale senza però indicare una cifra precisa. Parte così la trattativa tra società e l’allora amministrazione, ma non porterà a nulla. Il fascicolo torna davanti quindi al giudice fiorentino, che conferma sia le ragioni sia le richieste del privato. Una decisione disastrosa per il Comune, che subito impugna la sentenza davanti al Consiglio di Stato.
L’epilogo è dei giorni scorsi, con la sentenza basata su due perizie stilate dalla Ragioneria di Stato e dall’Agenzia delle Entrate, con cui viene ricalcolato il risarcimento, dato che secondo il Consiglio di Stato in primo grado è stato considerato un errato numero di passeggeri che si sarebbero rivolti alla società. «Il diritto di Sit ad ottenere la liquidazione del proprio danno indubitabilmente sussiste, ma non nella misura da essa prospettata – sentenzia il tribunale romano – né, allo stesso tempo, la liquidazione del danno medesima corrisponde a quanto proposto dal Comune».
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