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Incarichi Asl, nuova interrogazione di Fi
GROSSETO. Il consigliere regionale Stefano Mugnai (Forza Italia) ieri è tornato a parlare dell’esito dell’ultima riunione dei sindaci revisori dell’Asl 9. Questi ultimi, dopo aver contestato nei...
GROSSETO. Il consigliere regionale Stefano Mugnai (Forza Italia) ieri è tornato a parlare dell’esito dell’ultima riunione dei sindaci revisori dell’Asl 9. Questi ultimi, dopo aver contestato nei mesi scorsi il “progetton”e incentivante di miglioramento aziendale 2014-2015, che distribuiva soldi a pioggia a tutti i dipendenti dell’azienda (su base volontaria) in cambio della presenza a due riunioni di due ore in orario di servizio, stavolta hanno messo gli occhi su tre delibere di reincarico, considerate «illegittime per violazione di legge».
Oltre a quella per l’ufficio stampa, sono le delibere 611 e 675 del 2014 (c’era ancora Mariotti come direttore generale), che prorogano per tre anni in regime di 15septies, ovvero per nomina e senza concorso, altrettanti incarichi di vertice.
Il primo è quello di dirigente farmacista di struttura complessa per la direzione dell’unità operativa Politiche del farmaco (ruolo che ricopre il dottor Fabio Lena); il secondo quello di dirigente medico di struttura complessa con funzioni di direttore del presidio ospedaliero di Grosseto, il posto occupato dalla dottoressa Franca Martelli. «Insomma sarebbero più di uno – prosegue Mugnai – gli atti sui quali il Collegio ravvisa vizi normativi».
Complessivamente le irregolarità sarebbero da ricondurre, si legge negli estratti dei verbali dei revisori, all’irregolare o reiterato conferimento-proroga di incarichi libero-professionali per posizioni di direzione di struttura complessa la cui attribuzione è regolata da procedure un po’ diverse.
Queste considerazioni fanno parte di una nuova interrogazione alla giunta regionale in cui Mugnai chiede, oltre a una ricognizione di casi simili in Toscana, «se non si reputi necessario intervenire con urgenza presso l’Asl 9 di Grosseto richiamandola al rispetto della normativa e delle prescrizioni del Collegio dei sindaci revisori». Per la cronaca il Collegio, in caso di mancata revoca delle deliberazioni oggetto di contestazione, minaccia «inevitabili iniziative davanti alla Corte dei conti». (g.b.)
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