Il Tirreno

Grosseto

LUTTO

E' morto Bruno Caponi, il pittore del mare

Ivana Agostini
Bruno Caponi
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Bruno Caponi

Nato a Orbetello e rapito dal Giglio, nei suoi quadri ha raccontato con amore viscerale la sua terra. Protagonista più volte della Primavera Maremmana, si è spento a Grosseto venerdì sera

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GROSSETO. Bruno Caponi è volato in cielo sulle ali dei suoi gabbiani. Il pittore maremmano si è spento nella serata di venerdì 13 febbraio a Grosseto dopo una lunga malattia.

Caponi, classe 1929 era orbetellano di nascita ma gigliese di adozione. Bruno Caponi, l'artista con l'isola del Giglio nel cuore. E proprio la sua isola si è risvegliata frastornata dalla notizia improvvisa della morte dell'artista, un'isola che complice la riservatezza della famiglia nulla sapeva della malattia del pittore.

“L'ho saputo sabato mattina sul traghetto", dice Sergio Ortelli, sindaco del Giglio. "Bruno aveva una particolare passione per il Giglio tanto da coglierne  gli aspetti più particolari, uno fra tutti i gabbiani”.

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Bruno Caponi, come ricorda lo stesso sindaco gigliese aveva coniato la frase più bella che potesse descrive l'isola del Giglio, “un mare di differenza”. Un'immagine che il Giglio si porta dietro nelle ricorrenze di San Mamiliano.

“Bruno – racconta ancora il primo cittadino – fece un grande manifesto con l'isola sullo sfondo e la frase, un mare di differenza”. Una frase che simboleggia l'amore che lui nutriva per il territorio gigliese. Caponi - secondo Ortelli – era un “artista dal valore eccelso anche se forse non era riconosciuto il giusto merito alle sue capacità. Era molto più bravo di quanto lo avessero giudicato in vita”.

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A Grosseto Caponi era conosciutissimo, tra l'altro più volte protagonista con le sue opere della Primavera Maremmana, storica rassegna d'arte cittadina.

Un ricordo dell'artista lo scrive sul suo profilo facebook la pittrice orbetellana Rossella Rispoli Segato, che ha appreso con tristezza la morte dell'amico. “Voglio ricordarlo con la sua pipa – scrive la pittrice - con il suo sguardo ironico e scansonato, con la sua arte riconoscibile e spontanea, specchio della terra che ha tanto amato. Di lui - prosegue - ricordo quella sera dello scorso settembre in cui è entrato con sua moglie alla mia mostra nel corso di Orbetello e dopo le solite battute, i suoi soliti scherzi e aneddoti è diventato serio e mi ha detto che lui, abitando lì sopra, da tante sere voleva scendere da me per dirmi che gli piaceva il mio lavoro e che mi rispettava e che di solito lui con i pittori non è largo di complimenti. Grazie Bruno”.

Emozionanti sono le "parole dal cuore" di Gian Piero Calchetti, amico da più di cinquant'anni di Caponi, che "A Bruno Caponi, granpittore e gran barzellettiere" porge una dedica in poesia riportata da Giglionews. Un ricordo di cuore per un artista che ha dipinto col cuore i colori della sua terra.

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