Attenzione
Tasse errate, partono i rimborsi
Una trentina di persone hanno pagato di più per lo smaltimento dei rifiuti: riceveranno indietro i soldi
MASSA MARITTIMA. Alcuni conti sono stati sbagliati. In tutto, sono finiti nelle casse del Comune tremila euro in più rispetto a quanto dovuto realmente.
Parliamo delle tariffe 2014 per lo smaltimento dei rifiuti, prima Tarsu e poi Tari, che alcuni cittadini hanno pagato in eccesso: chi più chi meno.
Errori venuti fuori grazie alle segnalazioni inviate dagli stessi utenti, che rifacendo i calcoli nelle loro case hanno capito che quanto richiesta era troppo. E ora l’amministrazione comunale di Massa Marittima è pronta a restituire quanto deve.
La procedura però in questo caso non lascia spazio a interpretazioni: arrivata la bolletta, la cifra indicata va pagata, comunque sia. Poi, successivamente, si possono presentare istanze per richiedere dei risarcimenti.
Non proprio un disagio, anche se dipende dalla cifra, ovviamente: ovvio che per chi ha dovuto pagare trenta euro in più la bolletta ha cambiato poco rispetto alla somma reale; diversa la situazione per chi invece di euro ne ha pagati trecento in più.
In tutto sono una trentina i massetani che si vedranno tornare indietro parte dei soldi versati per la Tari, per un totale di 3mila 588 euro pagati in eccesso dalla comunità all’ufficio imposte del Comune. «Prese in esame le istanze di alcuni contribuenti che erroneamente hanno versato in eccesso la Tarsu-Tari in riferimento a varie annualità e in particolare nell’anno 2014, in cui hanno trovato applicazioni le nuove tariffe con criteri di determinazione diversi dalla precedente tassazione» si legge negli atti amministrativi.
In buona sostanza: con il cambio della normativa, sono state applicate delle tariffe sbagliate, in eccesso. Così i cittadini hanno scritto le proprie ragioni e le hanno inviate agli uffici del municipio, che hanno attestato «la veridicità di quanto esposto nelle richieste alla luce anche della documentazione prodotta dai diretti interessati».
Gli errori poi sono nati anche a causa di una sbagliata lettura dei criteri: c’è per esempio chi ha pagato per un numero troppo alto rispetto a quello che è il suo vero nucleo familiare, mentre in altri casi si è contato su una superficie troppo grande dei vari immobili. In altri casi ancora, si è trattato di un mero errore contabile compiuto dagli uffici. Così ora scatteranno i rimborsi, con cifre e anni che cambiano a seconda del caso. Alcuni di questi sono minimi (c’è anche un massetano che riavrà indietro 14 euro), mentre altri sono più consistenti.
Ad esempio, un massetano ha pagato in eccesso la tassa di rifiuti per quattro anni consecutivi (dal 2009 al 2013) e ora verrà rimborsato di 228 euro. Stessa situazione e stessi anni anche per un altro massetano, ma con una cifra diversa: questo ha pagato ben 660 euro in più di quanto doveva. Il caso più sostanzioso tra tutti e trenta i cittadini che dovranno essere rimborsati, ben felici di veder tornare indietro i soldi delle proprie tasse.
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