Il Tirreno

Grosseto

Prende per il collo il suo direttore Condannato a 2 mesi

di Pierluigi Sposato
Prende per il collo il suo direttore Condannato a 2 mesi

Un diverbio acceso nei locali della Motorizzazione civile dopo che l’impiegato aveva contestato un ordine

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GROSSETO. Tutto sarebbe cominciato quando il direttore aveva incaricato un dipendente di consegnare a un suo collega un “comando”, cioè un ordine di servizio scritto con incarico di compiere un’ispezione in un’autoscuola. Prima le proteste con chi gli aveva portato l’ordine, poi quelle con il direttore. E dalle parole si sarebbe passati ai fatti al punto che il direttore sarebbe stato preso per il collo.

Per questo episodio avvenuto alla Motorizzazione civile il 29 gennaio 2008, il dipendente è stato condannato dal giudice Giovanni Puliatti a 2 mesi, per lesioni. Stefano Rossi, 52 anni, da qualche tempo destinato alla sede di Livorno, dovrà anche pagare i danni causati al direttore, l’ingegnere Lorenzo Loreto: 1.500 euro, più le spese di costituzione pari a 2.200 euro (difesa Luciano Giorgi). Rossi, assistito dall’avvocato Giuseppe Nicosia, è stato invece assolto dall’accusa di violenza privata (il fatto non costituisce reato) in relazione alla telefonata alle forze dell’ordine che sarebbe stata impedita a Loreto. Il pm aveva chiesto 4 mesi.

Movimentato l’episodio così come era stato descritto nella querela e nelle deposizione dei testimoni che avevano assistito. Movimentato al pari dei conflitti professionali che tra i due erano sorti già alcuni anni prima, al punto che Loreto aveva chiesto il trasferimento di Rossi. Quel giorno dopo aver espresso il proprio disappunto al collega, che aveva riportato le proteste a Loreto, Rossi avrebbe iniziato a discutere con il direttore, fuori dalla stanza. Si era affacciato un ingegnere, il quale in aula ha testimoniato che tra i due c’era una forte tensione anche se non erano giunti a sfiorarsi. Approfittando del fatto che i due si erano separati, l’ingegnere era passato in mezzo ma voltandosi, sempre secondo quanto da lui detto in aula, aveva visto Rossi prendere Loreto per il collo e quindi cadere a terra; Loreto, travolto da Rossi, aveva rischiato di rotolare anch’egli a terra.

Rossi però ha contestato la ricostruzione del testimone: ha spiegato che aveva protestato perché si riteneva vittima dell’ennesimo abuso del direttore (una sorta di mobbing che avrebbe destato una protesta anche in forma sindacale) e che era stato quest’ultimo a gettarlo a terra e addirittura a prenderlo a calci, senza che vi fossero colleghi presenti. Il giudice ritiene però attendibile la testimonianza dell’ingegnere che «racconta della fulminea aggressione di Rossi, che vede quasi con un balzo afferrare il collo di Loreto prima di accasciarsi a terra». Le lesioni refertate (iperemia ed escoriazioni al collo - 5 giorni) sono ritenute concordanti. Anche Rossi era andato al pronto soccorso, lamentando uno stato di agitazione psicofisica senza apparenti lesioni. Non è certo secondo il giudice che Loreto sia stato la fonte dello stress di Rossi. Certo è invece, sempre secondo Puliatti, che quest’ultimo si era «scagliato contro colui che considerava la fonte dei ripetuti problemi sul luogo di lavoro». Era caduto, ma l’ingegnere lo aveva sostenuto per impedirgli di battere la testa e ha comunque negato che la caduta fosse attribuibile a una spinta di Loreto.

Non si può invece accertare che Rossi abbia impedito a Loreto di telefonare: entrambi avevano manifestato l’intenzione di farlo, erano arrivati carabinieri e polizia.

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