Sicurezza
Minacce e botte ai genitori per i soldi: arrestato
Trentacinquenne grossetano fermato da un'agente di polizia, vicina di casa, durante l'ennesima aggressione. Interrogato in carcere ha chiesto scusa. Ora è ai domiciliari in comunità
GROSSETO. L’arresto, mercoledì 11 febbraio, avrebbe messo fine a un calvario che durava da mesi, forse anche da un anno e mezzo, vittime il padre e la madre che hanno più di sessanta anni. Richieste di denaro, pressanti, violente; particolarmente violente. Come quella di mercoledì, quando avrebbe minacciato e aggredito i genitori per 50 euro. Avrebbe buttato a terra il padre e gli avrebbe dato un calcio all’inguine; avrebbe anche strattonato la madre.
E tutto perché si erano rifiutati di assecondare la sua ennesima richiesta di denaro. Solo l’intervento di una vicina di casa, che è anche un'agente di polizia, aveva fermato la furia di quest’uomo di 35 anni, tossicodipendente, poi preso in consegna dalla pattuglia. Arrestato e adesso messo ai domiciliari in una comunità, con divieto di comunicare con persone diverse da quelle che si prenderanno cura di lui e con i genitori, a meno che non siano autorizzati dal giudice.
Serve una misura restrittiva perché le persecuzioni potrebbero ripetersi, argomenta il giudice Valeria Montesarchio, che ha accolto la richiesta del pm Stefano Pizza (difesa Alessandro D’Amato). L’uomo non ha risposto all’interrogatorio in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha solo chiesto scusa per il suo comportamento.
Maltrattamenti ed estorsione (tentata o riuscita) le accuse per le quali l’uomo è stato arrestato. Episodi che si sarebbero susseguiti nel tempo. In uno stesso giorno, poche settimane fa, l’indagato era prima riuscito a farsi consegnare 50 euro e la sera era tornato a chiedere soldi: addirittura, i genitori si erano dovuti chiudere in camera da letto e ne erano potuti uscire solamente dopo che avevano consegnato 120 euro. Ancora pochi giorni fa i genitori erano stati costretti a rifugiarsi nella loro casa di campagna, per qualche giorno, per sfuggire alle continue aggressioni del figlio.
E sempre di 50 euro sarebbero state le richieste minacciose e violente che già dal giugno 2013 l’uomo avrebbe messo in atto. Sempre per comprare la droga. E sempre con modalità che avevano finito per far intervenire più volte i vicini di casa, in primis l’agente di polizia che si era precipitata l’altra sera dopo aver sentito le urla. Anche mediante gli accertamenti della polizia di stato, che ha raccolto appunto anche le testimonianze dei vicini, la Procura ha ricostruito il quadro di vessazioni che avrebbe caratterizzato una convivenza non più sopportabile.
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