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Grosseto

Il predatore colpisce ancora: pecore uccise a Saturnia

MANCIANO. Ennesima aggressione di un gregge da parte di non meglio identificati predatori al podere Lasconi di Saturnia (Manciano) di Virgilio Manini, che insieme al rammarico del quotidiano...

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MANCIANO. Ennesima aggressione di un gregge da parte di non meglio identificati predatori al podere Lasconi di Saturnia (Manciano) di Virgilio Manini, che insieme al rammarico del quotidiano stillicidio dei capi del suo gregge, rivolge una serie di quesiti a chi di dovere, sperando in risposte convincenti.

«Ho trovato due pecore sgozzate durante la notte – spiega Manini – Certamente, adesso, la questione non fa notizia, a fronte delle decine di capi che ogni giorno vengono uccise dai predatori che stanno infestando la nostra Maremma e che nonostante gli appelli, le testimonianze, la dimostrazione che una filiera economica di grande rilevanza sta morendo, non vuole essere presa in carico da nessuno. Nessuno di noi allevatori riesce a capire perché non si comprenda il grave pericolo a cui andiamo incontro».

Primo di tutti, secondo Manini, l’abbandono delle terre e di conseguenza le frane e il dissesto del terreno. «Ma si vede – dice l’allevatore – che questo non rientra nelle materie di interesse della politica. Tanto è vero che si continuano a mettere soldi nei progetti per salvaguardare il lupo, che mi pare si stia riproducendo con grande tranquillità, ben pasciuto dalle nostre greggi».

Manini ha messo in atto tutti gli accorgimenti suggeriti dai protocolli: cani da guardiania, dissuasori, recinti a regola d’arte. «Nessun metodo preventivo ha dato risultati – dice – Come consolazione posso dire solo una cosa: menomale che le carcasse le vado a smaltire al Caseificio di Manciano dove hanno un cimitero per i soci e così risparmiamo qualcosa. E proprio lì mi dicono che non passa giorno che ci sono allevatori a portare carcasse e pecore morte. Ma chissà se i nostri amministratori sanno che ci sono quattro aziende di allevamento al mese che chiudono? Chissà se sanno che nessuno di noi appassionato al proprio mestiere, può più farlo in modo tranquillo? Non si dorme, non si fa festa».

La domanda di Manini è questa: «Visto che il gran fiume di denaro speso per questi progetti, c’è qualcuno che mi sa dire quante catture di predatori sono state fatte? Qui si parla di milioni di euro. Forse sono stati catturati un paio o tre ibridi? Più la famosa cucciolata trasferita al Crasm di Semproniano. Ma certamente mi sfuggono i risultati, perché non credo possibile che tutti i soldi investiti nei progetti per la conservazione del lupo, si siano impiegati per qualche gabbia dove, al massimo, è andato a finire per sbaglio qualche cane. Spero vivamente che qualcuno possa darmi una convincente risposta, fornendo numeri e soluzioni».

Fiora Bonelli

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