Finanza
«Il pacco? È per me». E scatta l’arresto
Traffico internazionale di droga, trappola della guardia di finanza per l’imprenditore di 47 anni
GROSSETO. Quando i finti corrieri si sono presentati alla sua azienda dicendo «c'è una consegna internazionale», lui si è fatto subito avanti: «è per me!».
E l'aver rivendicato come proprio quel pacco che era indirizzato alla ditta di famiglia è costato l'arresto a Francesco Rossi, 47 anni, originario di Arezzo ma residente a Grosseto: l'ipotesi è traffico internazionale di sostanze stupefacenti. I corrieri erano in realtà militari della guardia di finanza e dentro quel pacco proveniente dal Sudamerica c'erano 450 grammi di cocaina liquida, che una volta lavorata e solidificata avrebbe fruttato un quantitativo di almeno quattro volte tanto. La droga era in un flacone di bagnoschiuma, di quelli con il dosatore, e nel pacco c'erano anche due confezioni di marmellata: questa era davvero marmellata. Se Rossi fosse davvero consapevole che lì dentro c'era la droga lo stabilirà il giudice delle indagini preliminari, davanti al quale l'uomo sarà portato nelle prossime ore per la convalida del provvedimento.
Come facevano i finanzieri a sapere che lì dentro c'era la droga? Perché il pacco era stato ispezionato all'aeroporto di Milano Malpensa: e lo scanner aveva rivelato la presenza di qualcosa di sospetto. Il pacco era stato aperto e, dopo le analisi, era stata constatata la presenza della sostanza stupefacente. La Procura di Busto Arsizio, competente per territorio, aveva disposto che il pacco - partito dal Brasile una decina di giorni prima - dovesse continuare il suo viaggio fino al destinatario: ma con la scorta della guardia di finanza. Così i militari del comando di Grosseto hanno preso in consegna il pacchetto e, d'accordo con il sostituto procuratore Stefano Pizza, hanno organizzato il recapito (il "ritardato sequestro"). Per loro quella di mercoledì è stata un'ordinaria giornata di lavoro da corrieri, in tutto e per tutto, divisa e furgoni compresi. Hanno studiato il "giro" e in mattinata si sono presentati all'azienda in cui Rossi lavora con la famiglia, in città.
E' stato Francesco a prendere il pacco fra le mani. E tutto ciò che è avvenuto dopo ha indotto i finanzieri a procedere all'arresto. Anche perché l'uomo avrebbe cercato di sbarazzarsi di altri 350 grammi della stessa sostanza stupefacente che aveva custodito in un barattolo. E anche perché a casa sono stati trovati 60 milliliri di steroidi, della marijuana e 1.900 euro in contanti che la guardia di finanza ritiene sospetti.
Naturalmente, saranno gli accertamenti che saranno condotti su chi ha spedito il pacco e sui telefoni di Rossi a dire l'ultima parola sulle responsabilità dell'uomo arrestato.
(p.s.)
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