Gpl troppo caro, petizione contro Gergas
Campagnatico, da cinque anni i cittadini aspettano il riconteggio delle tariffe. Ancora nessuna risposta
CAMPAGNATICO. A Campagnatico è stata portata avanti negli ultimi tempi una raccolta di firme (sottoscritta da centosettantotto cittadini del capoluogo) per protestare contro la Gergas, la ditta che si occupa della distribuzione del gpl in paese.
Nella missiva, che è stata inviata al sindaco, al prefetto, ai segretari provinciali di tutti i partiti politici e ai giornali, «si evidenzia una grave situazione per quanto concerne la fornitura del gpl, con costi non alla portata reddituale della stragrande maggioranza delle famiglie».
È un braccio di ferro infinito quello tra i cittadini di Campagnatico da una parte e la Gea spa (oggi Gergas) dall’altra. Dal 2010 a oggi è stato un susseguirsi di assemblee, proteste, lettere, denunce.
Si cominciò con la richiesta di riconteggio dei consumi degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. Poi, la battaglia con l’aiuto di esperti e legali di Federconsumatori, tenendo conto di delibere e impegni assunti da Gea, nel 2007, col Comune di Campagnatico.
Sullo sfondo, ogni volta, la minaccia di cittadini di rivolgersi all’Autorità garante per l’energia e il gas o ad altre sedi conciliative per ottenere giustizia attraverso un’azione di classe. Adesso ci risiamo.
«Sono passati quasi dieci anni – spiega il portavoce dei cittadini di Campagnatico, Euro Rocchi – da quando l’amministrazione comunale si fece carico, attraverso un accordo con Gea spa (oggi Gergas), di portare il metano nelle case entro l’anno 2010. Nel caso fosse saltata la metanizzazione l’accordo impegnava la società a fornire il Gpl al costo economico del metano. Trascorso questo periodo, nel 2011, ai cittadini di Campagnatico capoluogo, furono invece recapitate fatture onnicomprensive, senza alcun tipo di sconto, anche per i consumi degli anni precedenti».
«Di recente – sono ancora parole di Rocchi – abbiamo chiesto un incontro alla dirigenza di Gergas e al sindaco di Campagnatico Ricciardi, avvenuto il 4 dicembre, e in quell’occasione l’amministratore delegato della società Marco Nencini ha assunto l’impegno di comunicare, sentiti i vari possibili fornitori, il costo del metano trasportato con il “carro-bombolaio”. Trascorsi oltre sessanta giorni e non avendo ancora ricevuto nessun riscontro dalla Gergas, abbiamo deciso di avviare la petizione e sollecitare la società, così da avere una risposta, possibilmente prima della fine dell’inverno». (g.b.)
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