Sicurezza
Anuu: «Lupo travolto, si metta in sicurezza l’Aurelia»
GROSSETO. Un animale attraversa la strada, un macchina sopraggiunge e lo investe. Succede molte volte, purtroppo, nelle strade interne delle compagne dove non è insolito che cinghiali, daini o altre...
GROSSETO. Un animale attraversa la strada, un macchina sopraggiunge e lo investe. Succede molte volte, purtroppo, nelle strade interne delle compagne dove non è insolito che cinghiali, daini o altre specie di animali corrano nelle arterie e vengano investite. Quello che però è successo pochi giorni fa tra Alberese e il Collecchio, ovvero tra i comuni di Magliano e Orbetello a una guardia dell’associazione Anuu, associazione migratoristi provinciale di Fonteblanda, è insolito e ha destato allarme.
L’uomo, percorrendo la statale Aurelia in direzione Roma insieme alla moglie, intorno alle 18 ha visto comparire improvvisamente davanti alla sua auto un animale. Non ha fatto in tempo a schivarlo e nell’urto l’animale ha avuto la peggio. L’animale in questione era un lupo, anzi una lupa di circa cinque anni.
L’incidente non ha causato danni alle persone se non un grosso spavento, ma è stata solo fortuna. L’auto dell’uomo, infatti, era seguita da altri veicoli e solo per un caso non si è verificato un tamponamento che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. L’associazione Anuu, di cui fa parte il protagonista della vicenda, lancia l’allarme e fa presente che «nonostante la statale Aurelia costeggi il parco della Maremma, non è mai stata messa in sicurezza per evitare che gli animali potessero invadere le corsie dell’arteria. Il rischio è serio – scrive l’associazione – perché una volta o l’altra l’incidente potrebbe essere mortale, vuoi per la velocità delle auto vuoi per la mole di traffico presente sulla strada». Dall’Anuu di Fonteblanda nasce quindi una richiesta forte e decisa: «Mettere in sicurezza l’Aurelia per evitare che incidenti come quello già successo possano ripetersi magari con conseguenze ben più gravi». Un ultimo messaggio, poi i migratoristi lo rivolgono alle associazioni ambientaliste. «Ci chiediamo – concludono – come mai gli ambientalisti non si accorgano di queste cose gravissime». (i.a.)
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