Il Tirreno

Grosseto

Olio, sos anche da Santa Fiora

Il Comune chiede lo stato di calamità per i danni al raccolto provocati dalla mosca

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SANTA FIORA. Annus horribilis per l’olio. Anche il Comune di Santa Fiora, dopo quelli di Castel del Piano e di Cinigiano, chiede lo stato di calamità naturale.

La richiesta è arrivata al governo per il tramite dell’assessorato all’agricoltura della Regione Toscana attraverso la dichiarazione dello stato di calamità per i danni provocati dalla mosca olearia e dalla lebbra dell’olivo e invoca di prevedere misure di sostegno alle imprese del settore che sopportano danni ingentissimi. Con la delibera numero10 della giunta comunale del 5 febbraio è stata approvata la richiesta di stato di calamità.

Con la stessa delibera il Comune richiede anche l’attivazione, tramite Artea, di un sistema di monitoraggio e informazione capace di prevenire e di informare le aziende e gli olivicoltori circa le temporalità dei trattamenti da effettuare per combattere tempestivamente i parassiti dell’olivo in annate critiche come questa con metodi innovativi e di lotta guidata e quindi limitando, il più possibile, l’uso di agenti chimici e principi attivi.

«Un’annata veramente disastrosa per i nostri prodotti tipici – spiega il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi – dovuta essenzialmente al clima troppo umido e freddo durante i mesi primaverili ed estivi che ha consentito la proliferazione della mosca olearia, l’attacco della lebbra dell’ulivo e la mancata nascita dei funghi della nostra montagna, ovviamente uniti all’azione distruttrice del cinipide galligeno, colpevole di uno dei più disastrosi raccolti di castagne a memoria d’uomo. Il raccolto delle olive ha visto un calo del 60- 70% del prodotto; in alcuni casi gli olivi non hanno proprio fruttificato, in altri l’attacco della mosca era così intenso che non aveva senso raccogliere i frutti ormai infestati da bachi». L’iniziativa della giunta è stata presa sentite le richieste d’intervento e il supporto da parte degli operatori del settore e dalle principali associazioni di categoria (Cia, Coldiretti, Unione provinciale agricoltori, Associazione Città dell’olio). (f.b.)

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