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STRADE

Lupo investito sull'Aurelia, chiesta la messa in sicurezza dell'arteria

Ivana Agostini
Il lupo investito al Collecchio
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Il lupo investito al Collecchio

Duro attacco dell'associazione Anauu: "La Statale non è mai sIstemata per evitare che gli animali la invadano: ne va delle nostre vite"

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GROSSETO. Un animale attraversa la strada, un macchina sopraggiunge e lo investe. Succede molte volte, purtroppo nelle strade interne delle compagne dove non è insolito che cinghiali, daini o altre specie di animali attraversino e vengano investite. Quello che però è successo pochi giorni fa tra Alberese e il Collecchio, ovvero tra i comuni di Magliano e Orbetello a una guardia dell'associazione Anuu, associazione migratoristi provinciale di Fonteblanda è però insolito.

L'uomo, percorrendo la statale Aurelia in direzione Roma insieme alla moglie intorno alle 18, ha visto comparire improvvisamente davanti alla sua auto un animale, non ha fatto in tempo a schivarlo e nell'urto l'animale ha avuto la peggio. L'animale in questione era un lupo, anzi una lupa di circa cinque anni.

L'incidente non ha causato danni alle persone se non un certo spavento ma è stata solo fortuna. L'auto dell'uomo  era seguita da altri veicoli e solo per un caso non si è verificato un tamponamento che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

L'associazione Anuu, di cui fa parte l'uomo protagonista della vicenda, fa presente che “nonostante la Statale Aurelia costeggi il parco della Maremma, essa non è mai stata messa in sicurezza per evitare che gli animali potessero invadere le corsie dell'arteria. Il rischio è serio – scrive l'associazione – perché una volta o l'altra l'incidente potrebbe essere mortale, vuoi per la velocità delle auto vuoi per la mole di traffico presente sulla strada”.

Dall'annullo di Fonteblanda nasce quindi una richiesta forte e decisa: “Mettere in sicurezza l'Aurelia per evitare che incidenti come quello degli scorsi giorni possano ripetersi magari con più gravi conseguenze che quelle di un seppur notevole danno economico”.

Un ultimo messaggio, poi i migratoristi lo rivolgono alle associazioni ambientaliste. “Ci chiediamo – concludono – come mai gli ambientalisti non si accorgano di queste cose gravissime”.

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