Il Tirreno

Grosseto

I dottori del Misericordia «Collasso prevedibile»

di Gabriele Baldanzi
I dottori del Misericordia «Collasso prevedibile»

Anaao apre al nuovo dg Testi a patto che prenda le distanze dal recente passato Area medica nel mirino del documento presentato dall’associazione

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ospedale Misericordia, collasso prevedibile. S'intitola così un documento che ieri la segreteria aziendale dell'Anaao - l'associazione nazionale aiuti e assistenti ospedalieri - ha diffuso per chiarire la propria posizione in merito ai disagi che da settimane vivono pazienti e operatori dell'ospedale cittadino, in particolare l'area medica. «La situazione del Misericordia - spiega il dottor Alberto Cancemi - è pericolosamente in stato di agonia malgrado tutte le figure professionali (dirigenti medici, sanitari e infermieri) stiano dando più del massimo per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini». Non vengono mai nominati ma i bersagli di questa nota sono il direttore sanitario di presidio Franca Martelli e i vertici aziendali (direttore generale e sanitario) da poco pensionati.

L'Area medica, come anticipato nei giorni scorsi dal nostro giornale, sta lavorando da tempo con un tasso di occupazione (ovvero numero di degenze giornaliere rispetto al numero dei posti letto a disposizione) superiore al 110%. Cancemi conferma il dato. «I pazienti di Area Medica sono scriteriatamente spalmati su almeno 8 setting e sei piani, con una costante presenza di degenze mediche in setting chirurgici, senza la minima logica organizzativa. Nel 2014 la direzione sanitaria, aziendale e di presidio, ha aperto e chiuso setting di area medica un'infinità di volte aumentando consapevolmente il rischio professionale degli operatori e ancor più gravemente il rischio clinico dei pazienti, che venivano accolti da un'organizzazione di reparto provvisoria e non sempre attrezzata adeguatamente. Rischio peraltro ignorato da chi, per istituzione (l'unità operativa Rischio clinico) avrebbe avuto il compito di rilevarlo, affrontarlo e azzerarlo o almeno ridurlo al minimo. Ultima scelta aziendale è stata di prendere provvisoriamente dieci letti dell'ospedale di comunità per far fronte temporaneamente alle maggiori richieste di ricovero».

Secondo Anaao, che nella sua disamina non fa sconti ma sembra lasciare aperta una porta al dialogo con il nuovo dg Daniele Testi, «non è possibile convertire dal punto di vista assistenziale una struttura dedicata alla patologia cronica, come l'Ospedale di Comunità, in un reparto ospedaliero dedicato all'acuzie ed alla complessità della patologia acuta».

«Durante tutto il 2014 - prosegue Cancemi - abbiamo spinto il management a fare un'analisi dei dati storici e dei carichi di lavoro di tutto l'ospedale Misericordia e in particolare dell'Area Medica e del Pronto soccorso, maggiormente coinvolti nella cura di patologie acute e di pazienti anziani con polipatologie. Dal giugno 2014 ci sono stati quattro incontri intersindacali con l'Azienda in Anaao, con spirito costruttivo, ha denunciato queste problematiche e in particolare come tutta l'Area Medica, con particolare riguardo alla Medicina Interna e alla Neurologia, fossero in affanno per lo squilibrio tra il carico di lavoro svolto e le risorse professionali messe a disposizione. Purtroppo l'Azienda ha continuato a rimanere sorda ai richiami fatti da tutte le figure professionali (dirigenti medici, sanitari e infermieri) e dai cittadini stessi».

Anaao auspica cambiamenti di scenario, «altrimenti il sindacato si vedrà costretto a difendere la salute del cittadino e i diritti del lavoratore nelle opportune sedi, con l'amara consapevolezza di essere stato costretto allo scontro e non all'auspicabile confronto». Una chiara apertura a Testi «con la speranza che la sua azione non rappresenti un continuum con la precedente direzione aziendale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa