Il Tirreno

Grosseto

Costa concordia

Concordia, Domnica: sentenza giusta, anch'io sono una vittima

Concordia, Domnica: sentenza giusta, anch'io sono una vittima

Il giorno dopo la sentenza su Schettino, condannato a 16 anni in primo grado, Domnica Cermotan - che sarà risarcita con 30.000 euro di provvisionale - commenta il verdetto dei giudici: "Questo risarcimento è rispettosissimo della mia figura di vittima"

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Chiese, quasi implorò pubblicamente, appena dieci giorni fa: "Risarcitemi. E poi lasciatemi alla mia vita privata". Ora il ristoro c'è. Sono 30.000 euro di provvisionale per i danni subiti nel naufragio della Costa Concordia. Perciò oggi, a poche ore dalla fine del processo di Grosseto, la moldava Domnica Cemortan può dire: "Sono felice che la vicenda si sia conclusa con una sentenza estremamente equilibrata" e che "il risarcimento sia rispettosissimo della mia figura di vittima".

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10850502:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/02/12/news/concordia-costa-paga-un-centesimo-dei-danni-richiesti-1.10850502]]

"Quella notte - ha ricordato - anch'io ho rischiato di rimanere schiacciata dalla nave", e "ho partecipato ai soccorsi dei passeggeri mettendo a rischio la mia vita". Nella sentenza con cui stato condannato Francesco Schettino, tra la sfilza di naufraghi risarciti, a un certo punto compare, appunto, anche il suo nome. Domnica nel processo era parte civile. Adesso la sentenza le dà ragione. I suoi avvocati avevano chiesto una provvisionale un po' più alta, 100.000 euro, a fronte di danni stimati per 200.000 euro. Oggi, dicendo che "i giudici hanno saputo confermare la loro saggezza come si era visto durante il processo", Domnica osserva che "il risarcimento la riconosce vittima consapevole del naufragio" più di altri passeggeri "e di questo sono contenta: rispetto agli altri io conosco, so quali sono gli standard della compagnia Costa". Ha quindi precisato, tramite il suo avvocato, Gianluca Madonna di Bergamo, di "non esser mai stata animata da intenti vendicativi verso nessuno" e ribadito che "la condanna equilibrata, rispetto alla richiesta eccessiva" da cui si partiva, cioè i 26 anni della procura.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.10768646:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/30/news/domnica-per-quella-notte-voglio-200mila-euro-1.10768646]]

Domnica dedica un pensiero in più a Schettino. E gli rimprovera che "avrebbe dovuto fare di più, agire più coraggiosamente per fare emergere meglio le responsabilità di Costa Crociere". Prima del naufragio Domnica cenò con Francesco Schettino, e sembra pure con due passeggeri francesi. Erano allo stesso tavolo, dunque: un particolare inedito emerso alle ultime battute del processo su "contributo" della difesa. Poi insieme al comandante salì in plancia di comando, tra "selezionati" ospiti che assistettero alla tragica manovra finita contro gli scogli del Giglio. Anche per questo è stata chiamata a testimoniare nel processo il 29 ottobre 2013 a Grosseto: una deposizione che scatenò i mass media e in cui le fu perfino chiesto se aveva avuto una relazione sentimentale con Francesco Schettino. La moldava, come il comandante, che chiama sempre "capitano", ha denunciato ripetutamente il pressing mediatico cui è stata sottoposta in tre anni dal naufragio: "Da quel momento la mia vita è cambiata", ha spesso detto: "Mi si voluta quasi colpevolizzare. Ma io ero un passeggero della nave come gli altri. Ora il tribunale di Grosseto lo riconosce nella sentenza".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa