Il Tirreno

Grosseto

Coltivare il mare per crescere

di Ivana Agostini
Coltivare il mare per crescere

Innovazione e sviluppo del settore ittico con la collaborazione di Università e ricercatori stranieri

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ORBETELLO. Apertura all'innovazione e allo sviluppo coinvolgendo l'amministrazione locale, le Università, centri di eccellenza anche esteri e soprattutto i produttori locali per sviluppare l’itticoltura.

Il settore ittico è fiore all'occhiello per Orbetello e i numeri lo dimostrano: tremila tonnellate di pesce pregiato, un fatturato complessivo di oltre 25 milioni di euro all’anno, oltre 350 addetti operanti nel settore. L'acquacoltura è, dunque, una realtà consolidata che la Provincia di Grosseto adesso intende promuovere attraverso un progetto speciale: la creazione di un partenariato tra operatori del settore dell’acquacoltura nel comprensorio  di Orbetello e Istituzioni di ricerca finanziato dal Fondo Europeo della Pesca. Oltre alla Provincia, capofila del progetto, sono coinvolti il Dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Pisa, il Nofima - Norwegian institute of food, fishery and aquaculture, il Comune di Orbetello e il Centro italiano ricerche e studi per la pesca. Tra gli operatori locali, invece, Orbetello pesca lagunare, Cosa, Ittimas, Il Vigneto e  Coopam.

«Bisogna imparare a coltivare il mare - ha detto Fabio Fabbri della Provincia di Grosseto - e dare la giusta importanza a un settore importante per il futuro soprattutto di Orbetello». Un progetto ambizioso che coinvolge l'Università di Pisa che non avrà una finalità solo di ricerca ma avanzerà proposte «libere - ha detto Baldassarre Fronte - di essere prese in considerazione oppure no, ma lo sforzo che dovrà essere fatto sarà quello di mirare alla competitività cercando di incentivare l'innovazione tecnico scientifica, la qualificazione tecnica delle produzioni, il miglioramento delle tecniche di alimentazione». L'universitario ha illustrato cosa sarebbe importante arrivare a fare: una avannotteira consortile che consenta di «farmi il pesce da me aumentando la redditività», esportare genetica nel Mediterraneo proprio perché, con una avannotteria avrà un prodotto di qualità fino alla creazione di un mangimificio. Progetti che - ha detto Fronte - «forse sono un sogno ma per puntare alla competitività bisogna crescere». Importante, per la crescita sarà realizzare collegamenti in rete e scambi di esperienze con chi rappresenta l'eccellenza. Marco Gilmozzi, della Coopa, ha fatto però presente come le idee siano buone ma si scontrino con la realtà. «Come fa - ha detto – un itticoltore a progredire se per avere le autorizzazioni a ingrandire il suo impianto deve aspettare anni?». La dura realtà delle scartoffie che male si sposa con la voglia di innovazione spesso frenata da pratiche e lungaggini burocratiche. A questo punto un ruolo importante lo avrà il Comune per quanto riguarda il settore dell'urbanistica. Luca Aldi, capogruppo di maggioranza che rappresentava l'amministrazione, ha preso un impegno formale perché questi aspetti, in sede di modifica del regolamento urbanistico vengano prese in esame. «Il caso vuole - ha detto Aldi - che il dirigente all'urbanistica sia anche a capo dell'ufficio laguna e questo non potrà che essere un valore aggiunto per lo sviluppo dell'itticoltura nel nostro territorio».

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