Sicurezza
Ambiente, pagella piena di brutti voti
Severi giudizi dall’associazione La Duna sull’operato della giunta Benini, un solo sei per la questione inceneritore
FOLLONICA. L'associazione La Duna dà i voti all'amministrazione follonichese sulla gestione delle politiche ambientali: su diciassette voci una sola sufficienza, scarsa, per la questione dell'inceneritore, mentre c’è un tre per le indagini sulla piana scarlinese. Gli ambientalisti non fanno sconti alla giunta di Andrea Benini, sottolineando come di virtuoso il Comune del Golfo abbia ben poco, nonostante ciò che sostengono i suoi amministratori. «E’ vero che molte delle magagne che la nuova amministrazione dovrà gestire sono eredità dell'ex giunta e che ci sembra di intravedere una certa sensibilità e disponibilità su molti temi, ma è anche vero che c’è una continuità tra i due governi».
Ecco quindi le materie e i rispettivi giudizi. Primo punto l'acqua a cui viene assegnato un tre netto: non è stata presa in considerazione la petizione del 2012 con cui si chiedeva di inserire nello statuto comunale che la stessa è un bene privo di rilevanza economica; altra questione che preoccupa gli ambientalisti la contaminazione da arsenico nella falda acquifera del Golfo e infine non sono state ancora create le Case dell'acqua.
Per l'energia il voto è un cinque e mezzo: alcuni passi avanti sull'efficienza e sul risparmio sono stati fatti quindi il giudizio è più un incoraggiamento. Sull'autostrada il voto è ancora una spinta a far meglio, considerato che il 20 febbraio è stato convocato un consiglio comunale aperto proprio sull'argomento, un cinque quindi senza infamia e senza lode. Un cinque e mezzo poi alle piste ciclabili che vengono realizzate sì, ma a piccoli tratti senza una visione completa. Peggio va per il sistema fognario, un quattro e mezzo: ingiustificabile il fatto che ancora l'amministrazione non abbia iniziato ad intervenire sulle tubature per scongiurare l'ipotesi allagamenti.
Anche la tutela delle spiagge non fa raggiungere la sufficienza alla giunta, manca sempre quel mezzo punto, in questo caso perché ancora una volta i lavori contro l'erosione sono stati rimandati, il porticciolo alla foce del Petraia è di nuovo quasi totalmente insabbiato. Un secco quattro alla voce “Salvaguardia della duna”: il Comune dovrà spendere altri soldi per proteggere quegli spazi, colpevole di non aver saputo mantenere ciò che era stato fatto. Cinque invece sulla pesca e il mare: poca cura e scarsa attenzione sia che si tratti di tutela che di fauna ittica.
Pessimi voti anche per la raccolta differenziata e per il verde pubblico. «È dal 2009 che si fanno annunci ricorrenti sull’estensione del porta a porta ad altri quartieri della città – dicono dalla Duna – senza che mai alle parole seguano i fatti. Con l’avvento del gestore unico Sei Toscana per l’Ato Sud sembra tutto ancora più complicato e si prevede un aumento della tassazione». Il decoro urbano è un altro punto dolente dell'amministrazione, la sporcizia e l'incuria dilagano e sembra manchi una visione d'insieme, per una città che punta sul turismo non è il massimo, così come un aspetto che mina l'immagine è la gestione delle pinete e del verde. «Il 2014 è stato l'anno dell’abbattimento dei tigli di via Massetana, dei cipressi dell’ippodromo, dell’espianto delle palme delle rotonde – spiegano – Le pinete stanno morendo, gli alberi che cadono non sono sostituiti e quando lo sono il reimpianto viene fatto male. Gli alberi vengono mutilati al solo scopo di ridurre il numero gli interventi». Ancora tre per la mancata installazione dei distributori del latte e tre per il Parco di Montioni. «Più che un parco, sinora è stata una discarica, fatta male e gestita peggio». Un solo punto e mezzo in più per il Parco Centrale, che «sembra una distesa di cemento e plastica», concludono dalla Duna.
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