Attenzione
Sindacati contro l’accorpamento dell’Asl
Usb e Nursing Up criticano la riorganizzazione dei servizi e chiedono l’intervento della politica per non perdere professioni
GROSSETO. Ancora due sigle sindacali (Nursing Up e Usb – che riuniscono oltre il 50% degli infermieri grossetani) che tornano sul caos Misericordia e sui problemi della sanità maremmana, che attaccano la direzione dell’Asl 9, definendo la situazione attuale «insostenibile». «Setting di degenza stracolmi, servizi di diagnostica e di laboratorio ai limiti del collasso, pronto soccorso sempre sommerso da pazienti accalcati e stremati che stazionano ore e giorni in attesa di cure e di un eventuale posto letto, dove anche i codici rossi non riescono più a trovare adeguate risposte in termini di corretta gestione e appropriato ricovero». Questo – scrivono i leader di Nursing Up e Unione sindacale di base – è lo scenario dove medici, infermieri e oss devono erogare le proprie prestazioni, «al di fuori di qualsiasi accettabile limite di rischio e con la possibilità di incorrere in drammatici errori». Secondo NU e USB lo scenario descritto dai giornali, quello in cui ogni giorno operano gli infermieri, altro non è che «l’epilogo di una politica sanitaria regionale che, in un’ottica di ripetute e mai terminate riorganizzazioni, di fatto continua a produrre danni e disservizi a fronte di risparmi e tagli che penalizzano solo utenti e operatori». «È ora di sfatare una volta per tutte – prosegue il documento - la favoletta che diminuendo le risorse sia possibile mantenere inalterato il livello delle prestazioni e dei servizi, tanto più se i tagli coinvolgono sistematicamente operatori e servizi, a fronte di un incremento di dirigenti, quadri e quadri intermedi». Secondo Nursing Up e Usb «siamo ormai prossimi al game over, e di certo non contribuisce ad evitarlo la posizione accondiscendente degli amministratori locali che, per motivi più o meno chiari, non hanno opposto alcuna resistenza allo smantellamento della sanità maremmana. Emblematica è l'ultima presa di posizione di alcuni sindaci che, lungi dall'entrare nel merito delle problematiche che inevitabilmente scaturiranno dall'accorpamento di tre Asl, individuano, come panacea per tutto, la direzione della futura Asl di area vasta a Grosseto». Nelle conclusioni della nota i sindacati degli infermieri si scagliano contro la politica. «Gli amministratori dovrebbero spiegare cosa hanno intenzione di fare per far si che i posti letto tornino a essere sufficienti per la popolazione, cosa intendono fare per far si che i cittadini abbiano una adeguata assistenza sul territorio, cosa intendono fare per far si che medici, infermieri e oss abbiano la possibilità di lavorare in sicurezza. Perché secondo noi accorpare Asl e centrali operative 118 non solo darà un’ulteriore spallata a una sanità sull’orlo del precipizio, ma non produrrà alcun agognato risparmio. È arrivato quindi il momento di smetterla di trincerarsi dietro capziose statistiche del Sant’Anna e di affrontare la realtà per quella che è, soprattutto cercando di capire che la quotidianità vissuta da operatori e utenti è lontana anni luce da quei meri dati statistici».
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