Il dolore
Processo Concordia, Schettino rischia di entrare subito in carcere
Suspence altissima in attesa della pronuncia dei giudici. Alle 19 il collegio dirà se sarà pronto per leggere la sentenza
GROSSETO. Francesco Schettino potrebbe finire in carcere subito dopo la lettura della sentenza di condanna? Potrebbe. Potrebbe qualora il collegio leggesse l'apposita ordinanza in tal senso. Un atto che sarebbe conseguente alla richiesta formulata dalla Procura, a conclusione delle richieste formulate all'udienza del 26 gennaio, con la maxi pena di 26 anni e 3 mesi. Avevano detto e scritto i pm: "Noi siamo sicuri che Schettino mai accetterebbe di finire in carcere. Perché, altrimenti, avrebbe reiterato per ben due volte, davanti al gup prima e poi davanti a questo Collegio, la richiesta di patteggiamento a poco più di tre anni di reclusione, che, tenuto conto del periodo di presofferto agli arresti domiciliari, non lo avrebbe fatto finire in carcere?"
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Diversi gli ordini di motivi. Secondo la Procura, il comandante “potrebbe fuggire in virtù dei suoi trascorsi lavorativi, ha viaggiato molto ed in molti posti del mondo, dove del tutto verosimilmente ha stabilito rapporti e conoscenze. Dunque Schettino è sicuramente in grado di muoversi all’estero”. Potrebbe fuggire perché “Schettino ha mentito spudoratamente a partire da quella tragica notte”, aveva ricordato il sostituto procuratore Maria Navarro. Perché “Schettino ha accusato, fin dall’inizio e fino all’ultimo, nel suo esame in dibattimento, i suoi ufficiali di coperta di avere dormito durante la sua manovra non accorgendosi del pericolo cui si andava incontro”. Perché “ha chiamato sua moglie dalla plancia per dirle che si era rovinato, che aveva finito di lavorare e che sperava di riuscire a fare altro, invece di curarsi di quello che accadeva intorno a lui e di salvare le persone a lui affidate”.
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Perché Schettino “ha tanto parlato per accusare gli altri dei suoi errori e per scansare le sue responsabilità che si è dimenticato di provare ad apparire contrito per quello che ha fatto di male agli altri”. Non importa che Schettino sia stato presente (quasi) sempre al dibattimento, non importa che in precedenza per Schettino la Cassazione abbia detto no alla custodia. E se proprio il Tribunale non dovesse concedere il carcere, la Procura chiede comunque una misura che scongiuri il pericolo di fuga: il divieto di espatrio. E oltre a privare il comandante del passaporto, i giudici sono invitati a ritirare anche il libretto di navigazione.
La suspence è altissima. Non solo perché Schettino rischia di finire a lungo in carcere ma anche perché le porte del carcere potrebbero aprirsi subito.
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Video: guarda l'intervento completo dell'ex comandante
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