Il dolore
La carica dei cento «Giù le mani dall’ufficio postale»
A Monticello Amiata picchetto di protesta dei residenti Barbagli (A/gente comune): «Solo questione di inefficienza»
CINIGIANO. Cento persone per dire no alla chiusura dell’ufficio postale di Monticello Amiata (Cinigiano), nella lista nera di poste italiane che ne ha già decretato la chiusura.
Un presidio è stato organizzato in un battibaleno dai monticellesi capeggiati dal consigliere di opposizione Giovanni Barbagli che ha portato il manipolo di concittadini a presnetare il conto a Poste Italiane. Ed è stata l’occasione, questa, per presentare direttamente agli impiegati dell’ufficio i cahiers de doleances dei monticellesi nei confronti di un ufficio postale che funziona a pezzi e bocconi, con tanto di annuncio di denuncia, che sarà presentata da Barbagli in persona, mercoledì mattina, contro Poste italiane.
Tutto è iniziato intorno alle 10 di ieri, quando un centinaio di persone si è radunato davanti all’ufficio per un presidio di protesta contro la decisione di taglio dell’ufficio stesso, già funzionante solo tre giorni dopo l’ultima razionalizzazione.
Presenti alla manifestazione anche le forze dell’ordine, per sorvegliare che tutto si svolgesse come programmato e annunciato dalla minoranza di Cinigiano guidata da Giovanni Barbagli capogruppo della lista A/gente comune.
E c’era chi raccontava le sue difficoltà quotidiane a usufruire di un ufficio dove spesso i computer non funzionano, i ritmi vanno a rilento e dove si fatica a sbrigare molte pratiche.
Eppure quell’ufficio deve restare aperto, più efficiente, magari, con due aperture invece di tre, ma occorre che resti. Questo è quel che ha detto Giovanni Barbagli ai concittadini e anche a un impiegato dentro l’ufficio che ha dovuto ascoltare quanto avevano da dire i cittadini: «È per colpa di un’organizzazione approssimativa – ha spiegato Barbagli – che l’ufficio non funziona e proprio nei confronti di tale inefficienza, domani (oggi, ndc) andrò a presentare denuncia contro Poste Italiane». E per arginare la chiusura del servizio Barbagli ha spiegato: «Ho parlato col presidente Uncem Giurlani e ho una proposta da fare che andrò personalmente a presentare in regione. Bisogna che la regione si prenda carico dei piccoli uffici che sono stati dichiarati tagliati. Potrebbero diventare oltre che uffici postali anche punti dove si svolgono servizi supplementari magari su incarico della stessa regione. Vedremo. Certo è che Monticello non può finire così. Se non otterremo nulla chiederò a tutti quanti di togliere il loro conto dalle Poste e di rivolgersi altrove».
Quello che ha detto Barbagli è stato condiviso a pieno da tutti i cittadini, fra i quali, in particolare, Mario Simoncioli, di Monticello che così commenta: «Qui c’è una lamentela diffusa. Anche per fare raccomandate trovano difficoltà. L’ufficio deve restare e soprattutto funzionare, per questo abbiamo fatto il presidio stamani. La regione deve sapere in che condizioni versiamo. Anche il sindaco Romina Sani sarà avvertita di quanto abbiamo messo in campo e spero che voglia sostenere le richieste dei cittadini».
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