Il Tirreno

Grosseto

L’abbraccio a Dayana nei disegni dei bambini

L’abbraccio a Dayana nei disegni dei bambini

Il pittore Taravella ha coinvolto i bambini di un paese calabrese nel ricordo della piccola vittima

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GROSSETO. «Non parlate soltanto di tragedia» supplica quasi Antonino Taravella. Come se dentro al teatro Moderno non ci fosse un processo per naufragio con trentadue vittime a carico. Il pittore fiorentino però insiste: «Non ci sono solo tagliagole».

È vero: nella tragedia della Costa Concordia sono venuti fuori spesso sentimenti di solidarietà e affetto. Non solo dai gigliesi, ma anche di persone lontane, che hanno assistito alla tragedia di fronte alle televisioni. Tra queste ci sono anche i bambini di Belvedere Marittimo, piccolo borgo calabrese in provincia di Cosenza, che in qualche modo si sono sentiti vicini a quella che poteva essere una loro compagna di classe: la piccola Dayana Arlotti, la vittima più giovane del naufragio con i suoi cinque anni, annegata insieme al padre in uno degli ascensori divenuti dei pozzi senza via di scampo.

«I ragazzi hanno voluto mandare un loro messaggio alla bambina, come un abbraccio» spiega Nuccia Impieri, la maestra che li ha seguito nelle loro piccole opere. L’idea è venuta in mente a lui, Antonino Taravella, chiamato anche Nino ma più noto come «il pittore della Concordia».

Arrivò sull’Isola del Giglio pochi giorno dopo il disastro e lì rimase diverse settimane, riportando sulle sue tele gli scogli delle Scole, il porto e quell’enorme relitto adagiato su un fianco. Un’esperienza che lo ha portato agli onori delle cronache per un po’ di tempo, ma poi la fama è svanita e Taravella se n’è tornato al suo lavoro.

A metà del 2014, però, arrivato in uno studio in Calabria, ha deciso di dare di nuovo memoria a questa tragedia. «Ho conosciuto là l’associazione “Don Silvio”, che ha preso il nome del parroco del paese – racconta il pittore – Il suo scopo è quello di aiutare i bambini in situazioni di povertà con attività costruttive».

Come la pittura, appunto. «Allora ho chiesto alla maestra se i ragazzi potevano fare dei disegni per la piccola Dayana». Proposta accolta. I bambini allora si sono chinati sui loro banchi e hanno dato vita alle immagini che la loro mente ha associato alla giovane vittima: in alcuni casi sono una nave che va incontro a un grande scoglio, contornata da un cielo scuro. In altri sono angeli, un paio sono una semplice bambina con un cuore in mano. Più che disegni, sono un messaggio d’amore, un saluto, un abbraccio, appunto.

La mostra sui generis è stata improvvisata fuori dal teatro Moderno, dove si sta svolgendo il processo contro l’ex comandante Francesco Schettino. «Non dobbiamo parlare soltanto di tragedie» dice il pittore, come a voler riportare alla luce anche il lato umano che il naufragio ha fatto emergere da più parti.

Opere acerbe che Taravella ha voluto mostrare, dal vivo o in foto, anche a varie realtà, tra cui il Quirinale. E la risposta della segreteria della presidenza della Repubblica non ha tardato a rispondere, plaudendo «sia l’iniziativa sia il suo esito». Ma l’artista fiorentino non si è fermato qui: «li ho mostrati anche a Rimini, in quella che era la città di Dayana e di suo padre- racconta – È stata un’emozione fortissima, come ha detto anche il sindaco in quell’occasione».

A fine udienza, quando ormai il cielo sopra Grosseto è buio, i disegni sono ancora allestiti fuori dal bar. «Ciao amica mia» si legge su uno dei disegni, come un saluto tanto grande da attraversare due mondi.

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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