Sicurezza
Imu: in piazza la rabbia degli agricoltori
Sindaci e imprenditori uniti contro il balzello sui terreni: diretta video con la trasmissione Ballarò
GROSSETO. La giornata della rabbia degli agricoltori maremmani, dalla piazza al collegamento con Ballarò. Ieri mattina in centinaia, insieme a delegazioni dalle vicine province di Siena e Livorno, hanno presidiato il sit-in in piazza Rosselli e via IV Novembre per dire no all’Imu sui terreni agricoli e chiedere attenzione al governo e alle istituzioni sulle emergenze di un comparto al collasso. In piazza con bandiere e trattori due delle organizzazioni del mondo agricolo, Cia e Confagricoltura, i cui presidenti e direttori sono stati poi ricevuti alla fine del sit-in dal prefetto di Grosseto Anna Maria Manzone per consegnarle un documento unitario sui motivi della protesta. A rappresentare simbolicamente questa unità d’intenti il gesto dei presidenti Enrico Rabazzi (Cia) e Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Confagricoltura) che in piazza si sono scambiati il cappellino della propria organizzazione. Del resto simili sono le parole con cui i due presidenti apostrofano l’Imu agricola: Vivarelli Colonna la definisce una forma di esproprio collettivo progressivo e ne sottolinea l’incostituzionalità sulla base degli articoli 3, 47 e 53 della Costituzione. Rabazzi la chiama «pizzo di Stato visto che si chiede di pagarla anche a chi produce zero». «Sono stato tra i promotori dell’iniziativa, partecipatissima, alla centrale del latte del 14 gennaio – lamenta Rossano Nucci di Magliano – Quella sera c’erano trecento agricoltori e siamo usciti da lì dicendo che bisognava essere tutti uniti. Oggi in piazza ci sono solo due organizzazioni e la mancanza di Coldiretti provoca rammarico». Di azione unitaria parla anche un’altra imprenditrice, Angela Saba: «Con l’Imu agricola tassano il nostro strumento di lavoro: dovremmo essere tutti in piazza a protestare perché l’Imu la devono togliere, e questo indipendentemente dal fatto che ci sono Comuni che ne sono esentati». «Non deve passare il messaggio sbagliato – aggiunge Giotto Salvadori - Noi non siamo in piazza perché non vogliamo pagare le tasse ma perché siamo tartassati e già oggi lavoriamo rimettendoci. Lo Stato non può spolparci più di così». In piazza con la fascia tricolore anche quattro sindaci del Grossetano a manifestare solidarietà: c’erano Paffetti (Orbetello), Bellumori (Capalbio), Sani (Cinigiano) e Cinelli (Magliano). E’ Romina Sani a lanciare in piazza una provocazione ai colleghi sindaci: «È importante sentire la voce degli agricoltori forte e compatta. Anche noi siamo qui perché siamo contrari all’Imu agricola. Visto che siamo costretti ad applicarla e non abbiamo avuto margini di manovra sul 2014 per il 2015 possiamo pensare di fissare l’aliquota a zero per provocazione». Il sindaco di Magliano Diego Cinelli raccoglie l’idea della Sani e rilancia: «Non è giusto che in piazza non ci siano i sindaci dei Comuni dove non si paga l’Imu. Il problema riguarda tutti: è una battaglia per la sopravvivenza dell’economia di questo territorio». La lunga giornata di mobilitazione degli agricoltori maremmani si è conclusa ieri sera con un collegamento in diretta dei rappresentanti provinciali di Cia e Confagricoltura con lo studio di Ballarò dove tra gli ospiti c’era proprio il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina.
Sara Landi
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