Il Tirreno

Grosseto

Costa concordia
processo concordia

Gli occhi del mondo sul comandante

Alfredo Faetti
L'inviato di Sky London (foto Bf)
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L'inviato di Sky London (foto Bf)

Inviati di settanta testate attendono la sentenza

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GROSSETO. Come due anni fa, gli occhi del mondo sono tornati sul teatro Moderno. Settanta testate per altrettanti Paesi collegati, che poi diffondono il segnale in tutto il resto del pianeta. Tutti curiosi di sapere quale destino attende Francesco Schettino. In Inghilterra c’è «molta attenzione su questo processo», idem in Polonia, così come negli Stati scandinavi, dove interessa più il fatto che si tratti di un naufragio piuttosto delle sorti dell’ex comandante. Negli Stati Uniti e in Svizzera invece affascinano i grandi numeri, quelli dei risarcimenti e delle cifre, mentre in Cina tutti riconoscono il volto di Schettino. Senza contare, ovviamente, che le trentadue vittime della Costa Concordia hanno otto nazionalità diverse.

Così un mondo intero aspetta una sentenza che comunque vada farà storia, seppur con occhi diversi. Prendiamo le televisioni tedesche, ad esempio. «Nel naufragio hanno perso la vita dodici passeggeri del nostro paese» racconta il giornalista della Zdf (Zweites Deutsches Fernsehen). Semplice quindi immaginare come sia alta l’attenzione in Germania sugli esiti del processo. «Aspettiamo una punizione severa, anche se c’è la convinzione che le responsabilità non siano soltanto di Schettino».

Diverso il discorso se ci spostiamo in Inghilterra. «C’è molto interessa su questa storia perché erano coinvolte tante persone. È una storia molto spaventosa per chi l’ha vissuta – spiega John, di Sky London – Anche la compagnia è conosciuta nel nostro Paese e non credo che non abbia responsabilità in questo accaduto». La sua collega statunitense entra più nello specifico di quello che sarà la sentenza: «ventisei anni mi sembrano molti – spiega – Una pena così alta verrà quasi certamente diminuita in appello. Credo invece che la condanna non supererà i quindici anni».

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Lo dice forte anche del procedimento contro Carnival che si è tenuto negli Stati Uniti, dove sebbene non fosse coinvolto il nome di Schettino sia venuto fuori a più riprese. «Il procuratore mi sembra una persona preparata e se ha presentato questa richiesta ha i suoi motivi – sostiene invece Valery, corrispondente dell'emittente svizzera Tv5 – Al contrario, non mi hanno fatto la stessa impressione gli avvocati di Schettino, che hanno avuto il coraggio di chiedere l’assoluzione». Ma nella vicina Svizzera la sentenza interessa per altri motivi: «è il processo dei grandi numeri, dei risarcimenti milionari e questo suscita molta curiosità – continua Valery – Vedremo. Certo che per i nostri standard è stato un processo molto lungo».

 

 

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