Il Tirreno

Grosseto

Tasse sui rifiuti, Rete imprese alza la voce

di Maurizio Bernardini ;
Tasse sui rifiuti, Rete imprese alza la voce

Palmieri e Alessandri all’attacco: «Troppe disparità. Le imprese, con i costi attuali, non vanno avanti»

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GROSSETO. Tasse sui rifiuti, serve una svolta. Alzano la voce Carla Palmieri e Renzo Alessandri, presidente e direttore di turno di Rete imprese Italia.

Troppo forte l’incidenza della Tari sui bilanci delle aziende maremmane e iniqua la sua applicazione.

I vertici di Rete imprese parlano di rimpalli di responsabilità tra comuni, Ato e gestore del servizio, «non più tollerabili».

Faccende che, in ogni caso, «non producono alcun effetto sulle tariffe».

A parere di Alessandri e Palmieri è dunque indispensabile l’apertura di un confronto: «le imprese, con gli attuali costi, non possono più andare avanti».

Tre i punti cardine. Anzitutto deve essere superata quella che presidente e direttore definiscono «l’opacità delle voci che compongono la bolletta dei rifiuti». Inoltre, «va applicato il principio del chi più inquina più paga», con condizioni diverse a seconda dei rifiuti prodotti.

Infine, cosa ancor più importante, Rete imprese segnala una disparità non più sopportabile: le differenze tra le diverse tariffe imposte nei territori comunali del Grossetano, soprattutto tra quelli confinanti tra loro.

«Sono queste le esigenze che Rete imprese avverte e che intende discutere con Sei Toscana e con i comuni che, di fatto, dell’Ato sono gli azionisti di riferimento».

Le aziende, già strozzate dalla crisi dei consumi e del credito, da una burocrazia ai limiti dell’assurdo e da leggi e leggine che mal si conciliano con lo spirito di fare impresa, si sono fatte carico, nel 2013 e poi nel 2014, «di aumenti consistenti delle tariffe. E nel 2015 non sono nelle condizioni di poter fare altrettanto».

Una situazione che sfiora il paradosso: molte attività, proprio a causa della crisi, hanno diminuito vendite e produzione, dunque anche la mole di rifiuti spediti in discarica.

«Eppure questo non ha prodotto un effetto analogo sui costi di smaltimento».

Ruolo determinante nel raggiungimento dei tre punti individuati da Rete imprese è ricoperto dai sindaci. In particolar modo ora che sono in vista variazioni ai regolamenti locali in materia. «Un’occasione che i titolari d’impresa coglieranno per far valere i propri diritti». Perché se è vero che nulla c’è da dire riguardo la legittimità delle tariffe Tari (le norme prevedono una forchetta su cui possono muoversi i diversi comuni nell’applicazione della tariffa), è altrettanto vero che «sul piano dell’opportunità, equità e omogeneità, soprattutto tra territori contigui, ci sarebbe da discettare all’infinito». Qualche esempio?

«Una carrozzeria di 662 metri quadrati, di cui 108 di locali tecnici, 172 di magazzino, 25 di uffici e servizi e 357 di superficie produttiva ha pagato, a Grosseto, 2.456 euro. La stessa impresa avrebbe pagato 2.374 euro a Orbetello, 1.189 a Follonica, un migliaio di euro a Pitigliano e 790 ad Arcidosso».

Stesso discorso per un ristorante di 115 metri quadrati: si va dai 1851 euro sborsati a Grosseto ai 3.620 di Follonica, 2006 euro di Massa Marittima e 827 di Roccastrada.

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