Il dolore
Inceneritore, i periti incontrano l’esperta Triassi
SCARLINO. Partiti i lavori per la Ctu (Consulenza tecnica d’ufficio) sull’inceneritore di Scarlino. L’esperta Maria Triassi, incaricata dal giudice Giulia Conte del tribunale di Grosseto di seguire...
SCARLINO. Partiti i lavori per la Ctu (Consulenza tecnica d’ufficio) sull’inceneritore di Scarlino. L’esperta Maria Triassi, incaricata dal giudice Giulia Conte del tribunale di Grosseto di seguire la class action indetta dall’avvocato Roberto Fazzi, ha ricevuto ieri i periti nominati dalle parti che la sosterranno nei lavori.
Per i comitati c’è anche Roberto Barocci, leader del Forum Ambientalista, insieme a un geologo e un perito dei terreni. Scarlino Energia, invece, ha nominato soltanto un ingegnere. Un passaggio formale, quello della costituzione dei periti, che comunque ha dato ufficialmente il via all’indagine affidata alla docente universitaria del Federico II di Napoli, già membro della commissione sull’Ilva di Taranto. Certo, ci vorrà del tempo per arrivare alla fine. Il termine fissato dal tribunale è a giugno, ma è praticamente certo che Triassi chiederà una proroga, data la montagna di dati da dover esaminare. Nelle prossime settimane acquisirà i documenti prodotti in questi dieci anni di saga-inceneritore: dall’Asl, dall’Arpat, ma anche quelli che portano il timbro della società, Scarlino Energia così come quelli redatti dai comitati ambientalisti, che a suon di ricorsi hanno portato a spegnere per la seconda volta l’impianto, con la recente sentenza del Consiglio di Stato.
Ma quello che ha portato la Triassi nella piana del Casone è un altro procedimento. Parte nel 2013, quando un’ispezione a sorpresa dell’Arpat ha rilevato emissioni sospette, con valori cinque volte più alte dei limiti di legge: un episodio che ha portato a un’azione collettiva sul piano civile per chiedere un risarcimento danni nei confronti dell’azienda, a cui hanno aderito un centinaio di attori, tra cittadini privati e associazioni. Da qui la decisione di indire una ctu. «Per la prima volta – ha detto la stessa Triassi – in Italia si assiste ad una class action che vede fianco a fianco cittadini e associazioni, tutti enormemente preoccupati di scoprire quale rapporto esista sul territorio tra inquinamento e salute». Il suo lavoro si baserà sulla compatibilità e la sostenibilità dell’ambiente rispetto alle emissioni dell’inceneritore.(a.f.)
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