Sicurezza
Gregge decimato dai lupi «Abbattimenti necessari»
La rabbia di un allevatore di Scansano che ha trovato 37 pecore sgozzate L’uomo è costretto a tenerle in un recinto e alimentarle con il mangime
SCANSANO. Sterminio di un gregge a Scansano. In due raid consecutivi, i predatori falcidiano 37 pecore. Una strage orribile, consumata la nottata di giovedì e quella di domenica. Venticinque capi la prima volta e dodici la seconda. È accaduto a Preselle di Scansano al Podere Bellaria di Fiorenzo Pirisi, sconvolto dai due successivi attacchi che gli hanno decimato in modo orrendo un gregge di circa 700 capi. «Il primo attacco l’ho avuto giovedì notte e me ne sono accorto la mattina di venerdì, prestissimo, quando sono andato dal gregge. L’avevo lasciato attorno al capannone, pecore che avevano appena figliato e pecore da mungere. Il prato era un campo di sterminio: ventitré animali sventrati e morsi alla gola, due dispersi o non so se lasciati a pezzi lì intorno. La seconda volta ieri mattina, sono uscito da casa e davanti al podere ce ne erano dodici, sgozzate e dilaniate. Le avevo portate proprio davanti a casa, per evitare altre brutte sorprese, ma non le ho salvate nemmeno così. Questo è un orrore che deve finire, perché in questo modo si mandano in fallimento le aziende». L’allevatore, questa volta, non usa mezzi termini: «Noi ci campiamo con questo lavoro. Se altri credono di giocare a cappuccetto rosso, lo dicano - aggiunge - Io da parte mia dico che occorrono abbattimenti di questi predatori. Lupi o non lupi. Ce ne sono troppi e hanno distrutto la pastorizia. Siamo costretti a tenere le pecore chiuse e ad alimentarle coi mangimi. Le pecore, invece, devono mangiare l’erba, devono vivere fuori. Qui siamo alle solite contraddizioni. I lupi fuori e le pecore dentro e noi a gambe all’aria. Di predatori ne girano a volontà. Ne vedo qua attorno continuamente». E anche a proposito della cura dell’ambiente Pirisi ne ha per tutti: «Da quando è stato detto e deciso che il lupo deve stare qui - spiega - e nessuno si cura di toglierlo, le campagne si sono trasformate in rovai. Le nostre terre rischiano l’abbandono. Si pensa di fare il turismo col lupo? Non credo. Le nostre belle colline verdeggianti non ci sono più. Le famiglie che vivevano solo della pastorizia sono andate via. Questo è il tracollo di un’economia che dovrebbe fare da spina dorsale della maremma. È una vergogna e basta». Adesso Pirisi avrà la visita dei veterinari e poi lo smaltimento: «Smaltisco in un cimitero aziendale di un vicino - spiega- risparmio qualcosa. Ma il danno per me è quotidiano. Solo i costi dei mangimi per le pecore, quelli per il cibo dei cani che, comunque, non ce la fanno a proteggere il mio gregge. Il lupo o altri predatori in questa zona ci visitano a turno. Siamo i fornitori ufficiali e autorizzati a mantenerlo a nostre spese. E questa volta ha superato se stesso. Ma lo ridico e lo ridico. Ora sono troppi. Bisogna abbatterli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
