Il Tirreno

Grosseto

Botte a un anziano dentro al Duomo

di Elisabetta Giorgi

Uomo di 50 anni bestemmia a fine messa, spintona una donna e ferisce un fedele. Poliziotto lo insegue e denuncia

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GROSSETO. È entrato nel Duomo di Grosseto e davanti a tutti - una trentina di persone allibite che avevano seguito la messa officiata dal parroco don Piero Caretti - ha dato in escandescenze e si è avventato su due persone. Tra urla e bestemmie prima ha preso a spallate una signora e poi ha tirato un pugno nell’occhio a un fedele intervenuto a soccorrerla, stendendolo come un pugile al tappeto.

Erano le 10,30 di ieri: era bel tempo e il centro storico brulicava di gente. Del tutto inaspettato quanto successo - tra lo choc generale e davanti a molti testimoni - in Cattedrale dove le messa ha avuto un esito imprevedibile e drammatico. Un esito soprattutto senza un movente, dato che aggressore e aggredito non si conoscono. Il primo (l’aggressore) ha 50 anni. Originario di Livorno, abita a Grosseto e svolge un lavoro di tutto rispetto: è un dipendente dello Stato. L’altro, il ferito, ha 66 anni e tutti - dice il parroco - «lo conoscono come una brava persona, seria e perbene». Suo figlio è seminarista. Cosa sia balzato nella mente dell’aggressore non è dato sapere: di certo, spiegano i testimoni, devono aver covato in lui una situazione di disagio psichico e «un’evidente insofferenza alle tonache», dato che da due anni si contano decine di casi in cui l’uomo è stato visto entrare in Duomo urlando, bestemmiando o facendo pipì alla pila dell’acquasanta. Risale a mesi fa un’altra aggressione in Cattedrale; vittima una donna. A Pasqua la stessa persona ha interrotto la messa officiata dal vescovo don Rodolfo Cetoloni, nello stupore e nell’amarezza dei fedeli che gremivano la Cattedrale. Stanco di tutto ciò, il preposto del Capitolo della Cattedrale, don Franco Cencioni, tempo fa ha sporto una denuncia querela in Questura contro il protagonista di questi scempi e ha presentato un esposto agli uffici pubblici dove l’uomo è in servizio. Idem è stato fatto da Paolo Lecci, presidente del consiglio comunale di Grosseto. Altre denunce ai carabinieri. «Finora le nostre segnalazioni non hanno avuto esito», scuote la testa don Caretti: «Lui ha continuato». Solo ieri, alla fine, l’aggressore è stato inseguito e denunciato dal capo della polizia postale, che l’ha inseguito e fermato. Una persona nota alle forze dell’ordine, all’ambiente ecclesiastico e anche agli abitanti del centro storico, «che lo sentono spesso urlare e bestemmiare qua fuori - dice il parroco - Noi siamo disperati. Stamani (ieri, ndr) ieri io avevo appena finito di celebrare messa e mi ero ritirato in casa quando è venuta da me suor Teresa a chiedere del ghiaccio perché un uomo era stato colpito in faccia. Io non avevo ghiaccio; così siamo andati al bar di fronte. Quando sono tornato in Cattedrale ho visto questo pover’uomo, tra l’altro una bravissima persona, in terra tutto dolorante mentre sua moglie e altre persone erano lì intorno a lui a soccorrerlo, chini sul pavimento».

Come sia andata nei dettagli è ricostruito da uno dei fedeli, un avvocato grossetano che tra l’altro conosce bene l’aggredito e si era intrattenuto fuori dal Duomo a parlare proprio con lui, prima che scoppiasse il caos. «Eravamo fuori, stavamo chiacchierando - racconta il legale - L’aggressore è entrato in chiesa e ha dato una spinta a una signora che stava uscendo; urlava e bestemmiava come già altre volte. A quel punto il mio amico ha cercato di calmarlo: “vai fuori, perché urli?” gli ha detto L’altro, per tutta risposta, gli ha tirato il pugno all’occhio destro». Come già successo in altri casi, il tipo se n’è andato facendo perdere le proprie tracce. «Si è dileguato», dice don Piero. Passava di lì il capo della polizia postale in borghese, Stefano Niccoli, impegnato per altri servizi e che visto il trambusto si è messo sulle tracce dell’aggressore. Indirizzato sulla buona strada dall’avvocato, che gli ha indicato la direzione della fuga, il poliziotto ha rincorso il tipo verso via Ximenes riuscendo a fermare l’aggressore - con l’aiuto di una pattuglia della Postale - davanti al parco giochi. L’uomo ha provato a divincolarsi, ma è stato portato al comando dove è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità. L’altro, l’aggredito, è stato portato all’ospedale per accertamenti.

Don Franco: «Sono anni che sopportiamo questa storia: finora lo abbiamo sempre compatito - spiega - perché quest’uomo fa parte di un'umanità che ha bisogno di essere gestita». E don Piero: «Dopo tutti gli episodi non è mai stato risolto niente. Speriamo che la situazione si sani quanto prima». E Paolo Lecci: «La situazione è nota anche a noi del Comune; io stesso me ne sono interessato facendo una segnalazione agli organi competenti».

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