Il Tirreno

Grosseto

IL DRAMMA

Muore in casa, trovato dopo giorni

Pensionato, viveva solo in un podere a Sorano. L'allarme dagli amici dei bar della zona, preoccupati perché non lo vedevano più

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SORANO. Lo cercavano gli amici dei bar, i piccoli bar di paese dei quali Lorando era quasi un’istituzione. A Montebuono, all’Elmo, dal Ricci a Sorano: il Mazzieri, pensionato di 75 anni, non mancava mai troppo a lungo. Stavolta invece niente. Da diversi giorni nessuno lo vedeva più in giro e il suo telefono cellulare prima aveva squillato a vuoto, poi s’era come spento.

Lo cercava, sembra, anche la sua banca, dove aveva da firmare delle carte. E anche qui niente, per giorni nessun contatto.

All’inizio non ci si fa caso, poi le prime domande, i passaparola che volano da una frazione all’altra e dovunque, sempre, la stessa risposta: Lorando? Non si fa vedere e non risponde al telefono da un bel po’.

Lorando Mazzieri viveva solo in località Casa Bruciata di Montebuono di Sorano; da Sorano e dintorni non si allontanava praticamente mai e a Sorano non aveva più parenti: quei pochi che gli restavano (neppure parenti stretti) abitano altrove. La sua assenza prolungata, perciò, ancor prima che strana è apparsa preoccupante.

Così qualcuno decide di chiamare i carabinieri per segnalare quell’insolita sparizione. I carabinieri vanno al podere di Casa Bruciata, suonano, bussano e non ottengono risposta. Allora chiamano i vigili del fuoco che, alle18,20 di venerdì 6 febbraio aprono lo porta. E il mistero della scomparsa del Mazzieri trova la sua tragica soluzione.

Lorando è lì. O meglio, sul letto c’è quel che resta del suo corpo a distanza di diversi giorni dalla morte. Quanti ancora non si sa, ma certamente più di una settimana, perché da più di una settimana amici e conoscenti ne  avevano perso le tracce. La datazione precisa arriverà dal medico legale, al quale il  magistrato ha dato incarico di compiere _ all’obitorio dell’ospedale di Grosseto _ un esame esterno sulla salma. L’esame è stato effettuato, a breve arriveranno gli esiti, intanto si attende il nulla osta per funerali e sepoltura, ancora da fissare.

Sulla morte di Lorando Mazzieri, tuttavia, non c’è alcun giallo. Se l’è portato via un malore, magari nel sonno, nella solitudine del suo podere di Casa Bruciata. Una solitudine che Lorando, a modo suo, aveva scelto. Nessun problema economico, mai segnalato ai servizi sociali del Comune, tanto era “compagnone” nelle infinite giornate al bar, tanto era solo la casa.

A Montebuono, all’Elmo, a Sorano capoluogo, tutti gli volevano bene. E tutti lo ricordano con il suo inseparabile cappottone, compagno di bevute, geloso custode della propria intimità. Quando tornava a casa, Lorando tornava a essere una persona sola. Così sola da spegnersi nel sonno e rimanere lì per giorni, ad aspettare che qualcuno si ricordi di lei.

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