La manifestazione
Caos in Cattedrale, 50enne aggredisce un anziano
Finisce la messa e in chiesa scoppia il caos: un anziano viene colpito al volto, l'aggressore scappa e viene fermato da un agente
GROSSETO. E’ entrato nel Duomo di Grosseto e davanti a tutti - una trentina di persone allibite che avevano seguito la messa officiata dal parroco don Piero Caretti – ha dato in escandescenze e si è avventato su un uomo. Tra urla e bestemmie, ha tirato un pugno nell’occhio a un fedele stendendolo come un pugile messo al tappeto.
Erano le 10,30 di lunedì 9 febbraio: era bel tempo e il centro storico brulicava di gente. L'aggressore e l'aggredito non si conoscono. Il primo ha 50 anni. Originario di Livorno, abita a Grosseto e svolge un lavoro di tutto rispetto: è un dipendente dello Stato. L’altro, il ferito, ha 66 anni e tutti – dice il parroco – lo conoscono come una brava persona, seria e perbene. Cosa sia balzato nella mente dell’aggressore non è dato sapere: di certo, spiega don Piero, devono essere covati in lui una situazione di disagio psichico e “un’evidente insofferenza alle tonache”, dato che da due anni si contano decine di casi in cui l’uomo è stato visto entrare in Duomo urlando, bestemmiando o facendo pipì alla pila dell’acquasanta. Risale a mesi fa un’altra aggressione in Cattedrale; vittima una donna. Ben peggiore quella di lunedì 9 febbraio avvenuta di fronte a molti testimoni. Alla fine l’aggressore ha provato a dileguarsi uscendo dal Duomo, per poi essere inseguito, rincorso e denunciato dal capo della polizia postale Stefano Niccoli, che passava di lì in borghese e grazie alle indicazioni di alcuni testimoni l’ha bloccato in via Ximenes. E' scattaa la denuncia.
E’ scioccato don Piero Caretti, che verso le 10,30 aveva appena finito di celebrare la messa. “Mi ero appena ritirato in casa - racconta - quando è venuta da me suor Teresa a chiedere del ghiaccio perché un uomo era stato colpito in faccia. Io non ne avevo; così siamo andati al bar di fronte. Quando sono tornato in Cattedrale ho visto questo pover’uomo, che tra l’altro conosco come una bravissima persona, in terra tutto dolorante mentre sua moglie e altre decine di persone che avevano preso parte alla messa erano lì intorno a lui a soccorrerlo”.
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Come sia andata nei dettagli è ricostruito da uno dei fedeli, un avvocato grossetano che tra l’altro è amico dell’uomo aggredito e si era intrattenuto fuori dal Duomo a parlare proprio con lui, prima che scoppiasse il caos. “Eravamo fuori, stavamo chiacchierando - dice - L’aggressore è entrato in chiesa e gli ha tirato un pugno nell’occhio destro”. Senza motivo. Come già successo in altri casi, il tipo dopo aver dato in escandescenze se n’è andato facendo perdere le proprie tracce. Passava di lì il capo della polizia postale in borghese, Stefano Niccoli, impegnato per altri servizi, e che visto il trambusto si è messo sulle tracce dell’aggressore. Messo sulla buona strada dall’avvocato, che gli ha indicato la direzione della fuga, il poliziotto ha rincorso il tipo verso via Ximenes, riuscendo a fermarlo – con l’aiuto di una pattuglia della Postale – davanti al parco giochi. L’uomo ha provato a divincolarsi, ma è stato portato al comando dove, intanto, è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità.
Don Franco: “Sono anni che sopportiamo questa storia: finora lo abbiamo sempre compatito – spiega – perché quest’uomo fa parte di un’umanità che ha bisogno di essere gestita”. E don Piero: “Finora, dopo tutti gli episodi successi, non è mai stato risolto niente. Siamo disperati, speriamo che la situazione si risolva quanto prima”.
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