Il dolore
Una strada intitolata al Tibet per Merigar
La decisione è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale, nuove regole per i panni stesi
Arcidosso avrà una via Tibet. Il consiglio comunale approva all’unanimità, la mozione della minoranza, di intitolare come via Tibet una strada del paese. Un riconoscimento pubblico e istituzionale alla comunità Dzog chen di Merigar e in particolare al fondatore, Chögyal Namkhai Norbu che nel 1981, mise la prima pietra alla costituzione della comunità buddista sull’Amiata e impiantò, davanti a Monte Labro, una comunità di seguaci che creano, anche oggi, un notevole flusso turistico nella zona. L’accorata mozione, dunque, illustrata da Guendalina Amati ritirata tempo addietro, una prima volta dalla minoranza per avere il tempo utile per confrontarsi con la comunità di Merigar, è stata riproposta e questa volta votata all’unanimità. La strada sarà quella parallela a via Lazzaretti, la strada del mercatale, dove è già presente la statua della pace inaugurata anni fa dallo stesso maestro. E ancora la minoranza ha proposto una interrogazione al sindaco sulla questione dei ragazzi di Libereria Amiata autogestita, che con il loro modo di vivere cozzano, secondo la collettività, con le regole comunitarie. Panni tesi ovunque, oggetti ingombranti in bella vista nella piazza, assenza di luce e acqua e utilizzo della fontana pubblica per le necessità casalinghe. La minoranza chiedeva al sindaco accertamenti sulle presenze di ospiti nella casa, rispetto di norme igienico sanitarie, abitabilità. Il sindaco Marini ha rassicurato relativamente all’arrivo di un nuovo regolamento comunale con regole comportamentali precise e sanzioni in caso di inosservanza e inoltre ha specificato: «È stato verificato che non c’è attività imprenditoriale, che vi sono due residenti, che ci sono le condizioni di abitabilità. Non ci sono problemi di sicurezza-ha sottolineato Marini-ma di decoro sì. Per cui vediamo se il regolamento risolve questo e altri problemi del paese». E se di questa risposta la minoranza si è detta soddisfatta, così non è stato per la successiva interrogazione che Corrado Lazzeroni rivolgeva al sindaco a proposito dell’Ici sulle aree fabbricabili. Secondo Lazzeroni, ex dipendente comunale, esperto in tributi, infatti, le centinaia di avvisi per riscuotere l’Ici sulle aree fabbricabili del 2009, mancavano di elementi sostanziali, fermo restando che il tributo era opportuno. Ma il sindaco stavolta ha detto no, per “motivi di equità fra tutti, per far rispettare la legge e per recuperare risorse”. Infine un’ultima richiesta della minoranza. L’ha rivolta al sindaco Andrea Pallari, sui lavori e la viabilità di Montelaterone: «Dopo nove mesi dall’insediamento di questo consiglio - ha detto Pallari - le strade rurali continuano a essere in pessime condizioni. Mancano le fossette, c’è dissesto generale. E’ urgente un regolamento per l’assetto strutturale e la manutenzione. La frana nella strada del ponte delle Rotelle è ancora lì, e così via delle Pergole verso il Marracone. La strada delle Fornaci, poi, chiusa e inagibile, e che serve per uscire dal paese, è vitale». Ma il sindaco è stato esplicito: «Pur riconoscendo l’importanza della strada delle Fornaci, è difficile per ora pensare a un rifacimento. Perché occorrono molte centinaia di euro e anche più. Per le strade rurali, invece, c’è l’idea di dar vita a due consorzi di strade vicinali, le quali vanno censite. Per farlo abbiamo dato 2000 euro all’Unione perché proceda e dopo studieremo come muoverci. Questo è l’unico sistema per ottenere finanziamenti. Comunque faremo il lastricato di via delle noci-ha chiuso Marini-col nostro impegno di 45.000 euro». E infine una battuta sull’Unione: «Va a rilento e le pratiche si bloccano», ha detto Lazzeroni. E Marini: «siamo in una fase di transizione e a regime sarà un’occasione per tutti» , ha chiuso seccamente. (f.b.)
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