Attenzione
«Troppo tempo perso per gli espropri»
Il governatore risponde agli alluvionati che chiedono di non essere dimenticati. Severità nella valutazione dei rimborsi
POLVEROSA. Il governatore Enrico Rossi torna a Polverosa dopo la sua precedente visita di ottobre durante la fase calda del Presidio.Ed è un incontro partecipato, movimentato. Perché troppe questioni sono rimaste aperte, a così tanto tempo. A introdurre e presentare il presidente il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti. A Rossi viene consegnato un documento , letto da un membro del presidio.
Il tendone della Polverosa è gremito. La fredda giornata non ha dissuaso la gente che vuole sentire cosa dirà il presidente della Regione Toscana. Il presidio di Marsiliana, il comitato, Il ponte e l'associazione Vita hanno redatto il documento: lo ringraziano per il suo ritorno ma mettono in evidenza anche i dubbi e tutte le istanze su cui gli alluvionati chiedono chiarezza. In primis la legge cave, quella che, una volta approvata permetterà lo scavo del fiume Albegna e la rimozione dell enorme quantitativo di ghiaia in esso presente. Alcuni punti di questa legge non convincono e per questo i tre comitati chiedono spiegazioni. Altro tema caldo gli interventi che dovranno essere fatti non solo a valle ma anche a monte. Interventi ritenuti "imprescindibili" e strettamente legati a quelli a valle. A Rossi vengono chiesti impegni anche sul dopo, la manutenzione. Alla Regione viene chiesto un impegno futuro, chiedono continuità. Un accenno poi alla questione dei rimborsi economici e il numero delle domande presentate soprattutto in agricoltura, troppe rispetto a chi ha subito davvero l'alluvione.
Altro aspetto da non sottovalutare la cassa di espansione a Campo Regio e i dubbi sul progetto. A Rossi si chiede che intervenga per un incontro pubblico per la spiegazione e l illustrazione del progetto. Infine a Rossi si chiede di non ricordarsi della popolazione solo dopo le alluvioni ma sempre... La popolazione alluvionata chiede di non essere dimenticata. Rossi ascolta. Gli si chiede conto dell'Imu sui terreni agricoli. Intervengono alcuni cittadini alluvionati.
Rossi prende la parola. «Sono disposto a fare un'ulteriore verifica, con i tecnici della Regione e del Genio Civile – risponde Rossi - ma purché non si perda un minuto di tempo in più. Abbiamo già perso due mesi per l'opposizione dei proprietari agli espropri e forse, se non li avessimo persi, gli ultimi danni sarebbero stati più limitati. Adesso i lavori devono partire». Dunque sì al confronto, ma che «si esaurisca in quindici giorni, non di più». Una sorta di accusa a chi non ha accettato l'esproprio bonario. La gente rumoreggia, non ci sta a queste accuse, si tratta della loro terra. Una notizia positiva però c'è. A marzo potrebbe partire la gara per l'argine remoto, un'opera da 4 milioni e 700.000 euro. Altra opera che dovrebbe andare a gara ad aprile la sistemazione del torrente Radicata-Magione, per 3 milioni di euro. Capitolo manutenzione: «Serve il passo giusto, per gli interventi di ripristino e per quelli di manutenzione – dice Rossi - Occorre che tutti quelli che beneficiano degli interventi dei consorzi di bonifica, su cui la Regione starà con il fiato sui collo, paghino il tributo». In questo modo, calcola il presidente, ci sarebbero a disposizione 70 milioni l'anno, con un piano da 800 milioni da dispiegare in dieci anni. «Più risorse - dice Rossi - per finanziare i consorzi ma anche più controlli attraverso la polizia idraulica che deve vigilare, in futuro, più di ora» .
Altra opera di cui annuncia la gara per aprile: i lavori sulla Radicata-Magione. Poi lo scavo del fiume anche al di sopra del ponte della Marsiliana. «Ci è stato chiesto anche una risagomatura dell'Albegna sopra la Marsiliana – prosegue Rossi – e lo stiamo facendo». La Regione ha messo a disposizione un milione: l'intervento sarà attuato dal Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud e potrà beneficiare delle deroghe che consentono di cedere pietre e materiale estratto agli appaltatori in cambio di interventi idraulici. «In questo modo – conclude – risparmieremo anche risorse». I lavori partiranno entro febbraio.
A proposito della messa in sicurezza, Marco Martens, ingegnere e attivista 5 stelle lancia una sfida: un confronto fra i due progetti, il suo e quello della Regione Toscana. Rossi si scalda quando pensa a un argomento che per la seconda volta gli viene fatto presente: 200 imprese agricole alluvionate, circa, 800 domande. «Qualcosa non torna - dice – e mi prende l'impegno di fare chiarezza. E' la seconda volta che me lo dite. Se qualcuno ha preso dei soldi senza essere alluvionato non è giusto».
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