La manifestazione
«Incentivi pubblici per il risanamento acustico dei locali»
GROSSETO. Decibel e polemiche, ognuno ha la sua ricetta. E il Movimento 5 Stelle non fa eccezione, tanto che «in primavera arriverà in consiglio comunale una proposta ad hoc». Parola del portavoce,...
GROSSETO. Decibel e polemiche, ognuno ha la sua ricetta. E il Movimento 5 Stelle non fa eccezione, tanto che «in primavera arriverà in consiglio comunale una proposta ad hoc». Parola del portavoce, Giacomo Gori.
Gori, partiamo dalla variante presentata da Tei.
«Si sta dando molta enfasi al piano che individua le nuove aree per spettacoli all’aperto. E in sostanza la scelta dell’amministrazione, in questo caso, può anche essere definita giusta. Ma il problema alla radice non è stato risolto».
Parla della musica nei locali, giusto?
«Sì. Siamo convinti che sia necessario mettere gli esercenti nelle condizioni di mettere in piedi piani di risanamento acustico».
Agevolazioni per chi fa lavori?
«Certo. Ci siamo informati con i nostri parlamentari e ci dicono che esiste la possibilità di finanziare queste iniziative tramite fondi europei. E poi, anche il Comune dovrebbe darsi da fare».
Come?
«“Penso alla riallocazione di alcuni pubblici esercizi: il titolare di attività che non è nelle condizioni di risanare il proprio locale, magari perché il negozio stesso mal si presta ai lavori, deve avere valide alternative. Incentivi economici, semplificazioni nell’attività di trasferimento o nelle imposte comunali. E poi ci vuole una gestione delle cose migliore».
In che senso?
«Serve una pianificazione urbanistica adeguata. Quella fatta sino a oggi non ha saputo guardare in prospettiva. È stata miope. Il classico esempio è piazza del Sale: lì è stata data la possibilità a molti di aprire locali di un certo tipo. E oggi ci sono problemi che potevano essere evitati».
Cosa pensa della mozione di Stefania Laurenti?
«Non può portare a nulla. I limiti imposti dalla legge sono chiari e non discutibili. Andare oltre creerebbe danni alla salute delle persone».
La petizione fu firmata anche dal sindaco.
«Il consigliere può anche essere in buonafede. Diverso il discorso se a firmare è chi ha una carica amministrativa di quel genere. Mi pare un’azione ipocrita. Una scelta fatta per andare dietro alla tendenza del momento».
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