Attenzione
Concordia, dalle parole ai numeri
Oggi conclusione dell’arringa e repliche. Poi i giudici decideranno gli anni di condanna per Schettino
GROSSETO. Oggi finiscono le parole, da domani cominciano i numeri. Cosa vuol dire? Vuol dire che oggi il processo per il naufragio della Concordia vede la conclusione degli interventi, prima la difesa, quindi le repliche. Poi la parola passerà ai giudici e da loro dovranno uscire delle cifre: quelle degli anni di condanna di Francesco Schettino ma anche quelle delle provvisionali da accordare alle parti civili più quelle delle spese legali da corrispondere agli avvocati che hanno seguito il processo.
Le parole. Francesco Schettino, rimessosi dall’attacco febbrile, sarà in aula per l’ultima parte dell’arringa, quella dell’avvocato Domenico Pepe. Parlerà delle vittime del naufragio, di quei 32 tra uomini e donne, tra passeggeri ed equipaggio, che non scesero vivi dalla Concordia. In ballo c’è la responsabilità del comandante per l’omicidio colposo plurimo e per le lesioni colpose plurime (157 tra feriti e traumatizzati). Poi riprenderà la parola di nuovo l’altro difensore, Donato Laino, e fisserà le proprie richieste: deve contrastare i 26 anni chiesti anche per il naufragio, l’abbandono della nave e di persone incapaci, le false comunicazioni all’autorità marittima. Potrebbe parlare anche lo stesso Schettino. Poi sarà la volta delle repliche: quelle della Procura e quelle di 14 (tanti erano fino a ieri) avvocati di parte civile. Infine il collegio presieduto da Giovanni Puliatti entrerà in camera di consiglio: solo in quel momento i giudici annunceranno quando torneranno in aula per leggere la sentenza. Basterà un giorno?
Le cifre. E questa è la parte decisamente più delicata del processo. Perché si decide sul futuro del comandante. Se le richieste della Procura dovessero essere accolte in toto, l’imputato vedrebbe cumulate una sopra l’altra le pene chieste per ciascuno dei reati (14 anni per omicidio e lesioni, 9 per il naufragio, 3 per l’abbandono, 3 mesi per le false comunicazioni), colposi o dolosi che siano. Se dovesse essere riconosciuta la continuazione, il totale scenderebbe, secondo criteri che spetta unicamente ai giudici valutare e poi descrivere nelle motivazioni (occorreranno certamente almeno 3 mesi). La lettura del dispositivo dovrebbe comunque già orientare gli intendimenti seguiti dal collegio. Il quale ben difficilmente, secondo gli stessi avvocati di parte civile, deciderà sul “quantum” delle richieste risarcitorie, demandando tale compito al giudice civile. Gli stessi legali si aspettano invece che vengano riconosciute le provvisionali immediatamente esecutive, di cui poi si dovrebbe fare carico Costa Crociere responsabile civile: 10mila euro, 20 mila euro per ciascuno? E poi c’è il rebus delle spese sostenute dagli avvocati. Qui l’interpretazione è stata libera: c’è chi ha seguito le nuove tabelle ministeriali, chi si è orientato con le spese liquidate dal gup Molino (500 mila euro quelle riconosciute a luglio 2013 per i patteggiamenti). All’epoca non c’era il decreto ministeriale. E c’è chi ha uno o due assistiti ma c’è anche chi ne ha ben 94...
L’arresto. I giudici devono anche decidere se mettere in carcere Francesco Schettino, come chiesto dalla Procura, per il possibile rischio di fuga.
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